Domani a Verona sciopero scolastico e corteo per il cambiamento climatico

Domani a Verona si terranno due scioperi. Il primo, indetto dalle sigle sindacali Anief, Sisa Flc Cgil, vedrà un presidio di ANIEF Veneto e Verona in merito all'attuale situazione del personale scolastico. Il secondo sarà lo sciopero globale per il clima, che toccherà le principali città italiane.

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Foto del 2019

Domani a Verona sciopero scolastico e corteo per il cambiamento climatico

Domani 25 marzo dalle 9.30 alle 11.30, ANIEF Veneto e Verona attiveranno un “presidio” in piazzetta Scalette Rubiani (all’inizio di via Mazzini, lato piazza Bra) per far conoscere le ragioni dello sciopero del personale scolastico.

Le ragioni dello sciopero

Patrizio Del Prete, segretario provinciale di ANIEF Verona ricorda le ragioni dello sciopero: 

  • Sbloccare il contratto, ottenere gli aumenti e gli arretrati fermi dal 2009;
  • Ottenere pari trattamento tra personale precario e di ruolo;
  • Sdoppiare le classi e garantire la sicurezza;
  • Adeguare gli organici di fatto agli organici di diritto;
  • Stabilizzare i precari e assumere gli idonei dei concorsi;
  • Fermare ingiusti licenziamenti, illegittime sospensioni e ogni discriminazione. 

Marcello Pacifico, di ANIEF, in un’intervista ha poi aggiunto: «Vogliamo che si vada a sbloccare il contratto fermo da tre anni. Con l’aumento attuale del costo della vita – abbiamo calcolato più di sei punti percentuali – speriamo non si rinvii più. Il primo motivo è quindi spingere il governo ad aprire le trattative per il rinnovo del contratto».

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Domani anche lo sciopero per il clima

Oltre al presidio di ANIEF, domani a Verona si svolgerà anche lo sciopero globale per il clima. Il corteo partirà alle 9 del mattino e proseguirà fino al pomeriggio. Tra le istanze, la richiesta di una maggiore educazione scolastica sul tema del cambiamento climatico e l’inquinamento causato dal conflitto in Ucraina.

Le istanze

Più nello specifico, gli organizzatori della manifestazione rivendicano:

  • Paesi MAPA (Most Affected People and Areas). «I Paesi del nord del mondo devono risarcire economicamente i Paesi che meno hanno contribuito alla crisi climatica, ma che più ne subiscono le conseguenze»;
  • Lavoro. «Contro il tentativo di contrapporre questione sociale e questione ambientale. Non è più ammissibile giustificare delocalizzazioni, licenziamenti e precariato con la scusa della transizione ecologica»;
  • Scuola: «Chiediamo un’educazione ambientale formativa nelle scuole, che vada a stimolare il pensiero critico degli studenti. Chiediamo inoltre scuole sostenibili partendo da edilizia e trasporti»;
  • Guerra in Ucraina. «Non esiste processo più inquinante della guerra. Il protagonista di questo scontro è il gas, la stessa fonte energetica fossile che tutto il mondo dovrebbe abbandonare per salvarci».

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