Sciopero Fondazione Arena, Lumastro (Cgil): «Pretendiamo chiarezza»

Riguardo al tema dello sciopero dei lavoratori della Fondazione Arena di Verona del 15 luglio, è intervenuto a Buongiorno Verona Live Mario Lumastro, il coordinatore di SLC-CGIL Verona. «Quando si dichiara uno sciopero si prova sempre un senso di felicità, oggi, invece, siamo amareggiati, perché, di fatto, tutto questo si poteva evitare» afferma Lumastro. I…

Riguardo al tema dello sciopero dei lavoratori della Fondazione Arena di Verona del 15 luglio, è intervenuto a Buongiorno Verona Live Mario Lumastro, il coordinatore di SLC-CGIL Verona.

«Quando si dichiara uno sciopero si prova sempre un senso di felicità, oggi, invece, siamo amareggiati, perché, di fatto, tutto questo si poteva evitare» afferma Lumastro.

I motivi che hanno spinto ad indire quest’iniziativa sono stati diversi secondo il coordinatore di SLC-CGIL. «In questo momento, ad esempio, nelle fondazioni lirico-sinfoniche si sta definendo la cosiddetta pianta organica e l’azienda non ci coinvolge – dichiara Lumastro -. Oltre a questo ci sono altri problemi che sono stati totalmente ignorati, come il fatto che i lavoratori stagionali sono stati costretti a firmare un contratto di lavoro a condizione di sottoscrivere anche un verbale a causa del quale avrebbero rinunciato a tutti i loro diritti. Se, inoltre, quest’anno la Fondazione dovesse chiudere il bilancio in negativo, si finirebbe in amministrazione controllata e questo significherebbe inevitabili tagli al personale e ai salari. Pretendere chiarezza, quindi, era il minimo sindacale».

«Non possiamo, invece, che ringraziare la Provincia per lo stanziamento di 1 milione di euro a favore della Fondazione – dichiara Lumastro -, ma, di fatto, quello che è mancato in questo periodo è stata la trasparenza riguardo alla situazione economica della Fondazione. Bisogna avere il coraggio di considerare le relazioni sindacali importanti e non come dei noiosi doveri della direzione».

«Chiedo, dunque, a nome delle sigle sindacali, che il tavolo si riapra – conclude Mario Lumastro -, perché ignorare questo fatto sarebbe l’ennesimo errore da parte nostra per l’azienda. In caso contrario naturalmente saremo costretti a prendere provvedimenti diversi, anche se questo non ci fa affatto piacere. Il dialogo è la strada maestra, per noi lo è sempre stato, ma perché questo accada è necessario ascoltarsi a vicenda».

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