Sciopero Fondazione Arena, Lumastro (Cgil): «Pretendiamo chiarezza»

Oggi, 16 luglio, è intervenuto a Buongiorno Verona Live Mario Lumastro, coordinatore di SLC-CGIL Verona, per parlare dello sciopero dei lavoratori della Fondazione Arena di ieri.

Riguardo al tema dello sciopero dei lavoratori della Fondazione Arena di Verona del 15 luglio, è intervenuto a Buongiorno Verona Live Mario Lumastro, il coordinatore di SLC-CGIL Verona.

«Quando si dichiara uno sciopero si prova sempre un senso di felicità, oggi, invece, siamo amareggiati, perché, di fatto, tutto questo si poteva evitare» afferma Lumastro.

I motivi che hanno spinto ad indire quest’iniziativa sono stati diversi secondo il coordinatore di SLC-CGIL. «In questo momento, ad esempio, nelle fondazioni lirico-sinfoniche si sta definendo la cosiddetta pianta organica e l’azienda non ci coinvolge – dichiara Lumastro -. Oltre a questo ci sono altri problemi che sono stati totalmente ignorati, come il fatto che i lavoratori stagionali sono stati costretti a firmare un contratto di lavoro a condizione di sottoscrivere anche un verbale a causa del quale avrebbero rinunciato a tutti i loro diritti. Se, inoltre, quest’anno la Fondazione dovesse chiudere il bilancio in negativo, si finirebbe in amministrazione controllata e questo significherebbe inevitabili tagli al personale e ai salari. Pretendere chiarezza, quindi, era il minimo sindacale».

«Non possiamo, invece, che ringraziare la Provincia per lo stanziamento di 1 milione di euro a favore della Fondazione – dichiara Lumastro -, ma, di fatto, quello che è mancato in questo periodo è stata la trasparenza riguardo alla situazione economica della Fondazione. Bisogna avere il coraggio di considerare le relazioni sindacali importanti e non come dei noiosi doveri della direzione».

«Chiedo, dunque, a nome delle sigle sindacali, che il tavolo si riapra – conclude Mario Lumastro -, perché ignorare questo fatto sarebbe l’ennesimo errore da parte nostra per l’azienda. In caso contrario naturalmente saremo costretti a prendere provvedimenti diversi, anche se questo non ci fa affatto piacere. Il dialogo è la strada maestra, per noi lo è sempre stato, ma perché questo accada è necessario ascoltarsi a vicenda».

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