Dopo sei anni riaprono gli Scavi Scaligeri

La Giunta comunale ha deliberato stamattina l'accordo che verrà sottoscritto con Fondazione Cariverona, proprietaria di Palazzo del Capitanio, e la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio, per la riapertura del sito.

Gli Scavi Scaligeri riapriranno. Dopo 6 anni dalla chiusura definitiva del Centro internazionale di fotografia, la Giunta comunale ha deliberato stamattina l’accordo che verrà sottoscritto con Fondazione Cariverona, proprietaria di Palazzo del Capitanio, e la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio.

Un percorso complesso che ha portato al documento attuale, che ora garantirà l’avvio dei lavori di valorizzazione dello spazio espositivo e la successiva riapertura. Con una gestione pubblica dell’area archeologica, che rimarrà in capo al Comune.
Il protocollo andrà a sostituire quello siglato nel 2015, confermando l’indennizzo di 900 mila euro che Fondazione Cariverona verserà al Comune per l’anticipata liberazione degli uffici amministrativi del Centro, come prevedeva il contratto di compravendita stipulato nel 2012. Cifra che coprirà in parte la realizzazione degli interventi per la riapertura degli Scavi Scaligeri.

Questa mattina, in diretta streaming, il sindaco Federico Sboarina ha illustrato la delibera appena approvata quelli che saranno i passi che porteranno alla riapertura dell’area archeologica, il cui nuovo ingresso sarà da Palazzo della Ragione. Erano presenti anche gli assessori alla Cultura Francesca Briani e al Patrimonio Andrea Bassi.

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«Finalmente gli Scavi Scaligeri potranno riaprire» ha detto Sboarina. «Si tratta di un presidio culturale della nostra città che è riconosciuto a livello internazionale, e che è rimasta chiusa per troppo tempo. Per questo motivo, la decisione della giunta di stamattina è particolarmente importante. Le tre istituzioni hanno molto lavorato per arrivare a questo nuovo accordo che consentirà di far tornare visitabile non solo il sito archeologico ma anche riprendere a ospitare mostre fotografiche di prim’ordine. Dopo la sottoscrizione, infatti, potremo procedere con la gara lavori e l’esecuzione degli interventi che consentiranno di riaprire».

«Saniamo quello che è stato un vuoto per la nostra città e per la sua cultura» ha aggiunto Briani. «Lo spazio espositivo degli Scavi Scaligeri, voluto nel 1996 dall’allora assessore Luca Darbi, è stato negli anni un punto di riferimento per la fotografia internazionale. Ed è quello che vogliamo torni ad essere quanto prima, eravamo infatti tra i primi sostenitori della non chiusura nel 2015. Tra qualche mese, grazie a questo protocollo, visitatori e artisti potranno fruire del Centro. E la città di Verona sarà di nuovo di richiamo per grandi nomi che arricchiranno l’offerta culturale cittadina».

«Un importante risultato raggiunto oggi per lenire una ferita profonda, quella della chiusura di un importante spazio espositivo amato dai veronesi e dagli artisti internazionali» ha concluso Bassi. «Il Comune farà adesso la sua parte per la valorizzazione».

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