Parte subito dopo Borgo Venezia e si dispiega lungo via Unità d’Italia. Il quartiere di San Michele Extra nasce in tempi antichi e la sua storia è ricca di particolarità e aneddoti. A raccontarceli è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

«San Michele ha origini molto antiche, perchè si attesta la sua esistenza dal settimo secolo dopo Cristo con una piccola cappella che era posizionata vicino alla zona dell’attuale chiesa di San Michele. – ha spiegato Peccantini – È importante ricordare che la zona in cui si trova è dove passava la via Postumia, quindi tutto viale Unità d’Italia era la via Postumia, che era una vecchia strada romana che collegava Genova con Aquileia, e il quartiere di San Michele è sorto proprio intorno a questa strada. Le zone principali del quartiere sono: la chiesa di S. Michele Extra, piazza del Popolo e la zona del santuario di Madonna di Campagna, che è a sè stante ma fa parte del quartiere».

Particolare è anche il nome: «Il nome “Extra” deriva da “extra moenia”, ossia la zona costruita “al di fuori delle mura della città”. L’attestazione di “San Michele Extra” avviene già dall’Ottocento. Una particolarità storica è nella chiesa di San Michele è il convento delle Benedettine che è molto bello ed è attestato sul XII secolo e queste monache erano difese da dei cavalieri chiamati “spadarini”, che vivevano in una sorta di castello in via Monti Lessini, chiamata ancora oggi “zona spadarina”. – ha raccontato Davide – Un’altra particolarità è il San Michelino vicino alla chiesa, che è una colonna con sopra San Michele che guarda il quartiere, e una leggenda racconta che il Santo guarda il paese per proteggerlo».

Tra le strutture più antiche presenti in zona, un’attenzione particolare la merita sicuramente «il santuario di Madonna di Campagna, che è attestato intorno alla metà del 1500. Ed è particolare perchè riprende proprio l’architettura del Sanmicheli e la copertura della cupola è in piombo ed è databile al 1632. Il santuario è posizionato lì poi perchè durante la spianata del 1519 fu trovata nei pressi di Borgo Venezia venne trovata un’immagine e divenne oggetto di venerazione, tant’è che si pensò di portarla nella zona attuale e da lì, a metà del 1500, si pensò di costruire il santuario».

Tanti gli aneddoti che costellano la storia del quartiere. Tra questi una simpatica leggenda: «All’interno della canonica del santuario di Madonna di Campagna c’è un coccodrillo ed è appeso sul soffitto e c’è una leggenda che narra che il coccodrillo viveva nell’Adige e uccideva il bestiame, quindi fu catturato e messo all’interno della canonica. In realtà è una donazione da parte di una nobildonna, che fu stata guarita dopo aver fatto devozione alla Madonna del santuario, che donò il coccodrillo che era a sua volta un regalo fatto da un cavaliere delle crociate. E la particolarità è che la testa è rivolta verso la città e la coda verso l’Adige».