“Salviamo Parona e Arbizzano”, il comitato non esclude passi «eclatanti»
Il comitato “Salviamo Parona e Arbizzano” convoca una nuova assemblea cittadina per il prossimo 10 maggio (ore 20.30) a Villa Albertini ad Arbizzano di Negrar. Il comitato è nato per tenere viva l’attenzione e informare i cittadini sulle operazioni di bonifica del sito industriale della Coati, andato a fuoco lo scorso 9 febbraio.
Dopo 50 giorni dall’assemblea dell’oratorio SS. Filippo e Giacomo, l’esecutivo relazionerà ai soci e alla cittadinanza sull’incontro avvenuto con il Sindaco di Negrar Roberto Grison, la sua dirigente Ambiente, funzionari di Acque Veronesi, alla presenza dell’assessora Elisa La Paglia per il Comune di Verona e sull’evoluzione delle richieste degli accessi agli atti agli enti territoriali e a quelli competenti per monitorare la situazione ambientale e la tempistica delle opere di bonifica dello stabilimento Coati.
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In quella sede, l’esecutivo proporrà ai soci le nuove azioni da intraprendere e, «con la votazione dell’assemblea, il calendario delle iniziative da assumere a tutela degli abitanti delle frazioni confinanti con il cantiere, in risposta alle numerose e inascoltate manifestazioni di disagio e denunce per i danni derivanti dall’evento e per le tempistiche delle successive operazioni di bonifica e smaltimento» spiegano dal comitato.
Dichiara il presidente Sergio Cucini: «Abbiamo aspettato tutto il tempo necessario per verificare con i fatti le dichiarazioni di collaborazione ricevute durante i vari incontri e colloqui che abbiamo avuto con i Sindaci, le assessore e i vari funzionari interpellati. È tempo di presentare agli aderenti al Comitato i risultati e stabilire assemblearmente i prossimi passi da intraprendere, tra i quali non ne escludo di eclatanti».
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«Invito gli organi di informazione veronese a tenere monitorata la vicenda e supportarci affinché l’incendio Coati non diventi un cantiere infinito e che, al disagio degli abitanti e delle persone impiegate nelle attività della zona industriale di Arbizzano costretti a convivere con odori che in certi orari e giornate rasentano il nauseabondo, non segua un peggioramento della situazione sanitaria per l’anomala presenza di mosche della carne che molti hanno riscontrato, testimoniato e segnalato a tutti gli indirizzi raggiungibili».
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