Qualità dell’aria a Nogara, attenzione a Pm10 e ozono
È online il report dei controlli Arpav sulla qualità dell’aria del comune veronese di Nogara, monitorata con un laboratorio mobile in via G. Onesti, dal 2 settembre al 5 ottobre 2021 e dal 1° febbraio 2022 al 16 marzo 2022.
Le polveri PM10 nel periodo invernale e l’ozono nel periodo estivo sono gli inquinanti più critici misurati nel corso del monitoraggio, in analogia con quanto accade per le stazioni fisse di riferimento della rete Arpav.
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La concentrazione di polveri PM10 ha superato il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana per 19 giorni su 68 di misura pari al 28% del periodo e il suo valore medio nei due periodi di monitoraggio è stato 41 μg/m3 (microgrammi al metrocubo), un valore più elevato di quello registrato nelle stazioni di riferimento nello stesso periodo. Il confronto con la stazione di Legnago permette di stimare, per Nogara, il rispetto del limite sulla media annuale di polveri PM10 e il superamento del valore limite sulla media giornaliera per un numero di giorni superiore ai 35 consentiti.
L’ozono ha valori confrontabili con quelli della centralina di riferimento di San Bonifacio e per 7 giornate ha superato il valore obiettivo sulla media mobile di 8 ore, pari a 120 μg/m3. La misura è stata effettuata in un periodo caratterizzato da condizioni meteorologiche non critiche per questo inquinante.
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Biossido di zolfo e monossido di carbonio non risultano critici, in analogia con quanto accade negli altri siti della provincia di Verona. La concentrazione media di benzo(a)pirene nel periodo di monitoraggio non supera il valore obiettivo, relativo alla media annuale, pari a 1 ng/m3 (nanogrammi al metrocubo). Il biossido di azoto mostra valori non critici, confrontabili con quelli della stazione di fondo di Legnago. Il benzene ha un valore medio inferiore al limite normativo.
L’analisi delle condizioni meteorologiche ha evidenziato condizioni poco favorevoli alla dispersione degli inquinanti per il 62% del periodo estivo e per il 50% di quello invernale. Il periodo estivo è stato caratterizzato da condizioni poco favorevoli alla formazione di ozono nel 56% dei giorni.
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