Protestano in Bra i medici specializzandi

Protesta degli specializzandi questa mattina in piazza Bra a Verona per chiedere di sbloccare la graduatoria del concorso nazionale per l'ingresso nelle Scuole di specializzazione in Medicina.

Protesta specializzandi - piazza Bra Verona
Foto dalla pagina Facebook Udu Verona

Si sono trovati questa mattina in piazza Bra a Verona per chiedere di sbloccare la graduatoria del concorso nazionale per l’ingresso nelle Scuole di specializzazione in Medicina, accelerando le tappe burocratiche che stanno bloccando le assegnazioni e, di conseguenza, la presa di servizio. Decine di specializzandi hanno partecipato alla manifestazione davanti a palazzo Barbieri.

Nelle scorse ore, invitando i colleghi a partecipare, l’Asver (Associazione degli Specializzandi di Verona) aveva pubblicato queste parole sulla propria pagina Facebook: «Apprendiamo con sgomento dell’ennesimo rinvio dell’assegnazione delle borse di specializzazione per i circa 23mila aspiranti specializzandi che hanno partecipato al concorso SSM2020. Un lungo e tribolato percorso che vede tale assegnazione rimandata da due mesi, complici burocrazia, ricorsi ed una gestione poco lungimirante».

«In particolare ci preme sottolineare come sia scandaloso rimandare l’inizio dell’attività lavorativa di migliaia di medici in tempi come questi, tempi in cui al Sistema Sanitario Nazionale viene richiesto il massimo sforzo» continuano da Asver. «Inutili e fastidiosamente retoriche ci appaiono le chiamate alle armi dei medici in pensione quando un intero primo anno di specializzazione potrebbe iniziare a lavorare, così come appaiono insufficienti le giustificazioni del MUR reo di aver calpestato la pazienza e la dignità di tutti i medici che da mesi aspettano di essere assegnati».

Solidarietà da parte dell’Ordine dei medici

L’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona esprime solidarietà nei confronti dei giovani colleghi scesi in piazza a protestare questa mattina.

Carlo Rugiu, presidente dell’OMCeO di Verona: «Migliaia di giovani colleghi, professionisti di cui i nostri ospedali avrebbero bisogno, specie in un periodo come questo, sono bloccati in un limbo e costretti a tenere in sospeso le loro vite. Comprendo il loro disappunto, da ottobre aspettano di sapere a quale corsia d’ospedale italiano sono destinati per prendere servizio entro il 30 dicembre».

«Se la pubblicazione della graduatoria unica di merito slitterà a dopo il 15 dicembre, come annunciato dal Ministero dell’Università e Ricerca, avranno meno di due settimane per organizzare la propria vita in un’altra città o regione, in piena emergenza e con le festività natalizie di mezzo. Senza contare che entreranno in servizio negli ospedali di riferimento tra Natale e Capodanno, un periodo notoriamente difficile per l’assistenza, indipendentemente dalla pandemia in atto» conclude Rugiu.

Carlo Rugiu

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I commenti

«Il programma iniziale prevedeva la pubblicazione della graduatoria per il 5 ottobre e l’assegnazione nelle diverse sedi per il 12 ottobre» ricorda il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini.

Pd lingua veneta
Federico Benini (Pd)

«La presa in servizio presso i reparti era prevista per il 30 dicembre prossimo venturo. Il 5 ottobre, senza nessun preavviso, è stato loro comunicato che, a causa di numerosi ricorsi, la pubblicazione della graduatoria sarebbe slittata e, di conseguenza, tutta la procedura».

Continua Benini: «Il 26 ottobre è stata pubblicata una graduatoria provvisoria, a cui è seguito, il 9 novembre, la pubblicazione di un cronoprogramma» nuovamente disatteso. Infine «il 3 dicembre, data prevista per le assegnazioni, non hanno ricevuto nessuna notizia. In tutto questo, anche a seguito di comunicazione video del ministro Manfredi, sembra confermata l’intenzione di iniziare il 30 dicembre, sostanzialmente concedendo loro meno di 15 giorni tra assegnazione ed inizio, con molti di loro che dovranno trovare casa e traslocare».

«A 26 anni – conclude Benini – non sono più dei ragazzini e meritano rispetto. Confido, che la politica, ad ogni livello possa dare ascolto ai loro diritti. Il vantaggio è di tutta la comunità».

Il movimento studentesco Udu Verona aggiunge: «I ritardi di quest’anno si vanno a sommare ad una situazione già tragica: l’imbuto formativo che causa l’immobilismo delle carriere degli studenti al momento della scelta di specializzazione. Su 23756 aspiranti, solamente 14455 avranno la possibilità di continuare il loro percorso quest’anno».

«Ribadiamo pertanto la necessità di borse parificate al numero di richieste, per non lasciare indietro nessuno studente e di una riforma del sistema di formazione che tuteli i medici nel loro percorso specialistico. La voce degli studenti è la voce del futuro, ascoltiamola».

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