Rimandato il blocco diesel Euro 4, Sboarina: «Ce l’abbiamo fatta»

Accolte dal Ministro all’Ambiente le richieste del Comune di Verona di prorogare ulteriormente il blocco degli euro 4 diesel. Perplessità dagli altri esponenti politici di Verona che sostengono come il problema sia solamente rimandato di qualche mese.

Federico Sboarina - mascherina

Accolte dal Ministro all’Ambiente le richieste del Comune di prorogare ulteriormente il blocco degli euro 4 diesel, che dall’11 gennaio non avrebbero potuto più circolare. La proroga prosegue per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, come stabilito dall’ordinanza regionale emessa proprio oggi.

Una battaglia vinta, quella dall’Amministrazione, che già dall’estate scorsa si è impegnata insieme agli altri capoluoghi veneti per far slittare lo stop ai mezzi più inquinanti, in virtù dello stato di emergenza sanitaria che impone la capienza ridotta dei bus e il divieto di assembramento, ma anche in considerazione della crisi economica che sta colpendo le famiglie.

Una richiesta accolta e sostenuta dalle quattro Regioni firmatarie dell’accordo del Bacino Padano: Veneto, Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna. Il blocco, in base all’accordo, avrebbe dovuto scattare per tutto l’inverno, dal primo ottobre 2020 al 31 marzo 2021, e per Verona riguarderebbe circa 14 mila automobili, con altrettanti cittadini chiamato a sostituire l’auto vecchia con una nuova.

A pesare favorevolmente ci sono anche i risultati degli ultimi mesi. Da ottobre a dicembre 2020, infatti, Verona è sempre rimasta verde per sforamenti consecutivi al limite di Pm10. Nessuna allerta in città, quindi, né arancione né tantomeno rossa, in linea con quanto successo negli ultimi tre anni. Il valore medio annuale complessivo delle due centraline di Borgo Milano e del Giarol, pari a 32 ug/mc, è conforme agli anni passati (32 ug/mc nel 2019, 31 ug/mc nel 2018, 32 ug/mc nel 2017) e sostanzialmente sotto il valore limite di 40 ug/mc richiesto dalla legislazione nazionale.

Questa è la terza proroga dal primo ottobre. Già a fine agosto 2020, dopo le richieste mosse dagli assessori all’Ambiente dei capoluoghi veneti, il tavolo del Bacino Padano aveva rinviato al 1 gennaio 2021 il blocco. Scadenza rinviata poi fino al 10 gennaio e oggi, con l’ordinanza della Regione, ulteriormente prorogata fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

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«Ce l’abbiamo fatta» esulta il sindaco Federico Sboarina. «Lunedì non ci sarà il preannunciato blocco dei diesel euro 4 e le auto potranno tutte circolare senza limitazioni. Per il Comune e il suo territorio si tratta di 14 mila auto e di altrettante famiglie che non dovranno preoccuparsi di cambiare l’automobile o di doverla lasciare in garage».

«Un sospiro di sollievo in questo particolare momento storico caratterizzato dalla pandemia e dalle pesanti difficoltà economiche che sta generando» continua. «La tutela dell’ambiente resta una priorità, ma servono azioni contestualizzate al periodo che stiamo vivendo e che, in nessun modo, devo penalizzare ulteriormente i cittadini e le famiglie”.

«Un bel risultato – conferma l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala– che portiamo a casa grazie al pressing ininterrotto che facciamo da agosto, su tutti i livelli possibili. Il Veneto si è attivato insieme alle altre tre Regioni del Bacino Padano, scrivendo al ministro Costa per richiedere questa proroga. Sono contenta che sia stato colto il nostro impegno e soprattutto l’obiettivo principale, ovvero non penalizzare le famiglie in questo delicato momento».

«Nel frattempo il Comune di Verona ha continuato a portare avanti interventi strutturali per il contenimento dello smog» prosegue. «Dall’incremento di piste e corsie ciclabili, incentivando soprattutto gli studenti a spostarsi sulle due ruote, alla mitigazione ambientale. Con il progetto “Ridiamo un sorriso alla pianura padana“ abbiamo distribuito ai veronesi mille piante da posizionare in giardini e balconi privati per la riforestazione urbana».

«Alberi che vanno ad aggiungersi alle migliaia di piantumazioni effettuate dal Comune negli spazi pubblici» conclude. «Abbiamo, inoltre, aumentato le colonnine per la ricarica di auto elettriche nell’ambito di Electrify Verona: impegno per la qualità dell’aria che potremo fare in maniera ancora più forte se arriveranno risorse dal ministero, potremmo incidere su altri fattori inquinanti come gli impianti di riscaldamento».

Le reazioni

Flavio Tosi

Non convince la proroga per Flavio Tosi. «Ai veicoli diesel euro 4 va permesso di circolare. Chiedere la proroga fino a marzo non basta, significa solo rimandare il problema. Sboarina che ora la chiede e lamenta che 14mila veronesi devono cambiare auto non è molto credibile nella sua battaglia. Lui era quello dei Mobility Day nei weekend e dei divieti feriali proprio agli Euro 4».

«Servirebbe invece essere più flessibili in generale, perché non sono le auto a incidere davvero sull’inquinamento e sui livelli di Pm10, lo conferma uno studio dell’Arpav pubblicato nei giorni scorsi, che registra come la soglia di polveri sottili Pm10 nel 2020 sia aumentata rispetto al 2019, nonostante una pandemia che tra lock down e restrizioni varie ha ridotto enormemente la circolazione di veicoli» prosegue.

«Già durante il lock down della scorsa primavera anche l’Arpav Veneto registrava aumenti di Pm10, sostenendo che la fetta consistente che alza il livello di polveri sottili è il riscaldamento civile» continua. «Tuttavia anche lì la tecnologia negli anni ha fatto progressi enormi per ridurre le emissioni. Ed è proprio alla tecnologia e al progresso che dobbiamo votarci per il miglioramento ambientale, non all’ideologia o ai divieti. Aziende e cittadini oggi hanno la cultura dell’ambiente e della sostenibilità, altra cosa è l’ideologia pauperista e dirigista dell’ambientalismo».

«Non puoi obbligare i cittadini a cambiare auto, soprattutto in questa fase storica segnata da una profonda crisi economica. È il futuro, che oggi corre veloce, e quindi il ricambio naturale di caldaie, macchinari industriali e anche auto che migliorerà da sé la qualità dell’aria» conclude. «Come del resto è successo progressivamente e storicamente negli ultimi decenni, come ricorda un’analisi del Sole 24 Ore».

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Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

Perplessità anche per il Movimento Traguardi. «Crediamo che la proroga dello stop ai veicoli euro quattro fosse inevitabile, in un momento già molto complicato per i cittadini e le famiglie Veronesi. Allo stesso tempo, però, notiamo che il problema è solamente rimandato di qualche mese e che continuano a mancare le reali alternative alla mobilità privata».

«Alternative alle quali il sindaco e l’amministrazione avrebbero già da tempo dovuto provvedere, con un trasporto pubblico innovativo ed efficiente e con un serio e strutturale potenziamento della mobilità ciclabile» spiegano. «Fa sorridere, inoltre, il fatto che Sboarina dica che ci sono molti modi per combattere l’inquinamento».

«In ormai tre anni e mezzo di amministrazione non abbiamo visto una sola misura efficace per combattere l’inquinamento atmosferico cittadino. Le strade da intraprendere sono molte, ma bisogna agire quanto prima, a partire dall’efficientamento degli impianti di riscaldamento di tutti gli edifici comunali, da noi più volte proposto ed evidenziato come un’assoluta priorità per Verona» concludono.