Oscar Green Veneto: agricoltori veronesi esempi di innovazione e sostenibilità

Martedì 12 luglio i giovani agricoltori veronesi sono spiccati all’Oscar Green regionale per l’interesse alle energie rinnovabili e alla sostenibilità ambientale.

Oscar Green Veneto 2022

La 16^ edizione del concorso promosso da Coldiretti, che valorizza l’ingegno, la capacità e la fantasia imprenditoriale delle nuove generazioni dell’agricoltura veneta, si è svolto nella sala del Consiglio della Città Metropolitana di Venezia a Cà Corner alla presenza del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

Erano oltre sessanta i candidati provenienti da tutte le province. I concorrenti, salutati dal delegato del Sindaco di Venezia l’assessore Renato Boraso, dal direttore di Coldiretti Veneto Marina Montedoro, dalla presidente nazionale di Giovani Impresa Veronica Barbati e dal delegato regionale Marco De Zotti, hanno assistito ai lavori di presentazione di ogni singolo progetto.

Erano sei le categorie previste dal premio: “impresa digitale”, “campagna amica”, ossia il rapporto tra produttore e consumatore, “coltiviamo la solidarietà”, che consiste nelle esperienze di agricoltura sociale, “custodi d’Italia”, ossia le storie di salvaguardia e recupero del territorio, “energie per il futuro”, che ha che fare con la sostenibilità ambientale e “fare filiera”, per quanto riguarda la capacità di mettersi in rete.

Per la provincia veronese ha ricevuto una menzione speciale nella categoria “Energie per il futuro e sostenibilità” Alberto Zanini di BBE Bosco Bio Energy, società cooperativa agricola, costituita da nove soci allevatori con un impianto biogas per la coogenerazione a Bosco Chiesanuova. La cooperativa BBE Bosco Bio Energy si è costituita nel 2010 e ha dato corso al progetto di realizzazione dell’impianto biogas per il recupero dell’energia termica, gestendo gli effluentizootecnici delle nove aziende socie. L’impianto, che è in funzione da otto anni, produce 300 kilowatt termici e, quindi, energia rinnovabile. Ciò avviene dal recupero dei gas emessi dai reflui, permettendo l’abbattimento di produzione di anidride carbonica da combustibili fossili convenzionali, e dalla riduzione delle emissioni in atmosfera di tutti gli altri gas come metano, ammoniaca e protossido di azoto che sono corresponsabili dell’effetto serra. Gran parte dell’energia termica viene utilizzata dal comune di Bosco Chiesanuova per il riscaldamento di una moderna struttura sportiva con una piscina semi olimpionica, una palestra e un area fitness. Da qualche anno è stato connesso all’impianto anche l’istituto comprensivo scolastico del Comune. Il progetto risponde, dunque, al problema dello smaltimento dei reflui zootecnici in un territorio vulnerabile e montano e all’interrogativo della produzione di energia rinnovabile in un momento di crisi dell’energia e del gas.

«I giovani del nostro territorio che hanno partecipato all’Oscar Green – sottolinea il delegato di Giovani Impresa di Coldiretti Verona Riccardo Franco – sono impegnati in imprese agricole che lavorano e producono in modo ecosostenibile, che tutelano, valorizzano e recuperano, rispondendo ai principi di economia circolare, riducendo, così, al minimo la produzione di rifiuti e risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. Sono loro il futuro dell’agricoltura sempre più in balìa delle conseguenze dei cambiamenti climatici dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma. I giovani agricoltori – continua Franco – sono esempi virtuosi che fanno ben sperare per il futuro e che possono essere presi a modello anche dalle generazioni di imprenditori agricoli con più esperienza».

Anche gli altri cinque giovani agricoltori scaligeri in gara hanno concorso nella categoria “Energie per il futuro e sostenibilità” con progetti che promuovono un modello di sviluppo durevole e rispettoso del pianeta, concentrandosi sullo svolgimento della propria attività in maniera sostenibile, da un punto di vista economico, ambientale e sociale.

Lucrezia Moroni, 21 anni, della Società agricola Fratelli Barana s.s. a Trezzolano (Vr) ha partecipato con il progetto di innovazione aziendale che prevede l’utilizzo dell’ozono terapia in viticoltura e in particolare l’applicazione di acqua ozonizzata per il controllo di Plasmopara viticola. La principale innovazione introdotta nell’azienda, quindi, prevede l’utilizzo dei macchinari per la distribuzione dell’ozono, frutto di una ricerca sperimentale messa a punto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e dall’Università di enologia di Trento. Grazie alle tecniche utilizzate, l’azienda ha riscontrato una riduzione del 40% dei costi per l’acquisto dei prodotti fitosanitari a beneficio anche dell’ambiente.

Giovanni di Marzo, 27 anni, dell’azienda agricola La Pesenata di Lazise, invece, ha presentato le sue pratiche agricole biologiche certificate e biodinamiche. Anche il packaging rispetta l’ambiente: bottiglie leggere, capsule PVC, tappi fatti con polimeri di canna da zucchero ed etichette in carta naturale. L’azienda ha, inoltre, una fattoria sociale rivolta a persone di tutte le età che vivono un momento di disagio.

Il candidato Riccardo Poli, di 36 anni, dell’Apicoltura dell’Orso Società agricola di Cerna a Sant’Anna d’Alfaedo, ha un’azienda che produce miele di castagno negli apiari di Prada e di Lumini in provincia di Verona. L’obiettivo dell’impresa è quello di far conoscere il prodotto mediante l’adozione di un alveare che garantisce vasetti di miele e attività didattiche.

Luca Girlanda, di 39 anni, della società agricola Girlanda Gino, Alessandro & Luca S.S. di Bosco Chiesanuova, ha introdotto nel proprio allevamento un robot da mungitura, anche se tutta l’azienda segue buone pratiche come l’installazione di box individuali per i vitelli. L’azienda ha adottato, anche, delgi auto alimentatori, per monitorare la razione di ogni singolo capo, e dei collari per i bovini, che rilevano i calori, il rumine e lo stato di salute di ogni capo.

Cesare Pezzo, di 37 anni, dell’Azienda agricola Pezzo Cesare a Bosco Chiesanuova, ha presentato, invece, un progetto che prevede l’uso della tecnologia per rendere più efficiente e sostenibile la produzione. Gli animali vengono, infatti, allevati con metodi naturali, sfruttando strumenti che migliorano il loro benessere, come i collari per il rilevamento dei calori dei bovini e il carro miscelatore.

L’età media dei partecipanti all’Oscar Green Veneto è di 30 anni, sono tutti titolari d’azienda, il 59% è diplomato o laureato in varie discipline non necessariamente in scienze agrarie. I neo imprenditori della campagna veneta fatturano dai 25 ai 50 mila euro all’anno e accedono ai contributi europei con facilità. Oltre la metà ha usufruito delle misure del Programma di Sviluppo Rurale, anche se il 48% ha scelto di investire di tasca propria scegliendo l’indirizzo biologico.

«La Regione del Veneto non trascura gli strumenti finanziari previsti dalla nuova programmazione comunitaria – sostiene Marina Montedoro – in particolare per i neo insediati. La proposta discussa al Tavolo Verde prevede un importo maggiore rispetto al previsto, arrivando a un totale di 70 milioni di euro. Una misura scelta finora da circa 2000 giovani agricoltori numero che tenderà sicuramente ad aumentare con una proiezione di 350 nuovi agricoltori all’anno per il futuro quinquennio. Nel documento di Sviluppo Rurale c’è anche attenzione al comparto zootecnico che resta un pilastro fondamentale per il Veneto e per la sua economia. Un altro elemento distintivo – conclude Marina Montedoro – è la rilettura generale del territorio per riconoscere la fragilità della fascia pedemontana e della collina. Questa rappresenta il 14,5% della Sau, caratterizzata da colture di pregio e sistemi produttivi altamente qualificati».

I VINCITORI DELL’OSCAR GREEN VENETO

Per la categoria impresa digitale è stato nominato vincitore l’agri-influencer Davide Gomiero dell’azienda agricola F.lli Gomiero di Padova, che racconta le sue giornate di lavoro a milioni di followers con post, reels e Tik tok. Dalla stalla dove alleva oltre mille capi, con alta tecnologia e il rispetto del benessere animale ricava l’energia da fonte rinnovabile grazie all’impianto di biogas di un mega watt.

Nella categoria campagna amica, invece, il vincitore è l’allevatore di capre di montagna Enrico Pordon dell’azienda agricola Sanwido di Belluno. I suoi animali forniscono latte e sono una vera attrazione per turisti e consumatori che nello spaccio aziendale di famiglia trovano tutti i prodotti a kmzero esclusivamente bio. La vera novità sono l’agrigelato tutto naturale e il rapporto sontaneo di Enrico con la montagna bellunese.

Per la categoria coltiviamo la solidarietà è stata, invece, nominata la fattoria della Tenerezza di Maria Chiara Balbi dell’azienda agricola di Agnese Carlan di Vicenza. Tutti gli animali della fattoria a due e a quattro zampe sono a disposizione di grandi e piccini per ristabilire un equilibrio psicofisico attraverso la biodiversità delle razze e delle colture. L’azienda è situata in un’area di interesse comunitario sui Colli Berici. Gli operatori agricoli si sono specializzati in didattica e sociale e il progetto è stato sostenuto dal PSR nella misura delle attività connesse proprio durante il fermo forzato a causa della pandemia.

Nella categoria custodi d’Italia è stato premiato il progetto “In vacanza nei Casoni” di Federica Canevarolo dell’azienda agrituristica Casanova Resort a Venezia. Si tratta di una campagna affacciata sul mare. Tra canneti e cespugli, in un angolo di terra tipicamente lagunare, sono situati i casoni, antiche abitazioni dei pescatori locali. Federica ne ha fatto la chiave di successo dell’agriturismo di famiglia, integrando l’attività prettamente agricola con quella dell’ospitalità.  Le abitazioni in legno e canna sono state recuperate architettonicamente e incastonate in un territorio di pregio.

Per la categoria energie per il futuro e sostenibilità ha vinto il Luppoleto di Gabriele Trevisan dell’azienda agricola Lup Farm di Padova. Il progetto consiste nel produrre la birra agricola e artigianale rispettando l’ambiente. Il Veneto ora ha una sua produzione tutta locale a chilometri zero senza ricorrere a nessuna importazione. Nella verde campagna dell’alta padovana Gabriele ha abbinato anche la coltivazione di alberi per fornire le foglie ai bachicoltori e il bambù per soddisfare le nuove tendenze alimentari.

Per la categoria fare filiera è stato nominato il progetto “I maialini” di Silvia Milani dell’azienda agricola Milani di Maurizio e Orazio s.s. di Treviso. La famiglia Milani da sempre è impegnata nell’allevamento suinicolo. Con una scelta genetica studiata ed applicata in un sistema virtuoso tracciato e verificato si produce il vero Prosciutto Veneto Dop.

I vincitori della sedicesima edizione di Oscar Green Veneto

LE MENZIONI SPECIALI

Nella categoria campagna amica hanno ricevuto una menzione speciale “i ricci del Delta” di Giorgia Fregnan della società agricola Agrifee s.s. di Rovigo. In questa realtà Giorgia ha inventato gli snack ricavati dall’estruso di grano duro.

Nella categoria energie per il futuro è stato menzionato il progetto “Riscaldamento naturale per la comunità di Bosco Chiesanuova” di Alberto Zanini della socità cooperativa BBE Bosco Energy di Verona. Alberto guida una cooperativa formata da una decina di aziende che impiegano i reflui zootecnici per produrre energia pulita e per riscaldare la scuola del paese.

Per la categoria fare filiera è stata, invece, menzionata la Scuola di Pesca Veneta, la prima in Italia e in Europa, di Sara Morbin con Impresa Verde Padova SRL. Questa è una scuola che qualifica il mestiere di pescatore sostenibile. Una formazione a tre dimensioni per nuove leve, donne della pesca e senior. Un vero e proprio master organizzato grazie al Feamp, dall’Università di Padova, dal dipartimento di biologia e veterinaria.

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