Orsi e lupi sulle montagne italiane, sono un pericolo? IL SONDAGGIO

Pochi giorni fa il TAR ha sospeso l'abbattimento dell'orsa JJ4, che lo scorso 5 aprile ha aggredito e ucciso l'escursionista Andrea Papi, di Caldes, in Trentino.

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Un orso e un lupo, foto d'archivio

Lo scorso mercoledì 5 aprile il 26enne Andrea Papi, di Caldes, in Trentino, è stato ucciso da un orso nei boschi mentre tornava da un’escursione. Il suo corpo è stato trovato dopo alcune ore, e l’autopsia ha confermato l’aggressione da parte di un orso, come era stato fin da subito ipotizzato.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla questione degli orsi sulle Alpi italiane, anche alla luce delle prime affermazioni del presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che dopo quanto accertato sull’aggressione mortale dell’orso ad Andrea Papi, aveva subito promesso un’ordinanza per abbatterlo. Pochi giorni fa, tuttavia, il TAR ha sospeso l’abbattimento dell’orsa JJ4. Si tratta della seconda volta che il TAR di Trento sospende un’ordinanza per l’abbattimento dell’orsa, come riporta l’Ansa. La prima, del 24 giugno 2020, era stata firmata dal presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, dopo l’aggressione sul monte Peller di due escursionisti, padre e figlio. Un’altra ordinanza per la cattura dell’esemplare era stata firmata da Fugatti stesso l’11 agosto del 2020. 

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Secondo lo scrittore Paolo Cognetti, è stata sbagliata in origine la scelta di riportare gli orsi sulle Alpi. «Troviamo il modo di portarli via. Ucciderli sarebbe andare di peggio in peggio» ha detto in un’intervista a “Il T”.

Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, è della stessa opinione: «Serviva la tragedia del povero runner Andrea Papi in Val di Sole per scoperchiare il vaso di Pandora? Uomo e orso non possono convivere e lo stesso vale per l’uomo con il lupo e i grandi predatori. Ma la soluzione non è l’abbattimento. La soluzione è spostare gli orsi in territori non antropizzati, ha ragione lo scrittore ed esperto di montagna Paolo Cognetti».

A manifestare preoccupazione per la presenza di animali selvatici e potenzialmente pericolosi sulle montagne italiane, e in questo caso veronesi, sono inoltre gli agricoltori di Coldiretti Verona. «La situazione si sta aggravando. Oggi non può più essere sottovalutata la sicurezza delle persone e la salvaguardia del patrimonio zootecnico e foraggero del territorio» dichiarava a gennaio il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini. «Il lupo, infatti, può arrivare in ogni momento, come ha già dimostrato, di giorno o di notte, a un passo dalle abitazioni. Serve un serio impegno delle Istituzioni per affrontare l’emergenza degli animali selvatici poiché il rischio vero oggi è l’abbandono delle montagne e delle aree interne di famiglie ma anche di tanti giovani».

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