Due mozioni, due punti di vista diversi

Due mozioni, due punti di vista diversi. Sono quelli dei consiglieri comunali Tommaso Ferrari e Andrea Bacciga sul "Caso Balotelli"

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La mozione di Andrea Bacciga

«In molti me l’hanno chiesta, anche il mio collega Roberto Bussinello (esponente di CasaPound, ndr). E questa mattina ho depositato la mozione in difesa dell’immagine della mia città, infangata e derisa troppe volte ingiustamente. Chiedo che si proceda legalmente. Ringrazio il Sindaco Sboarina e l’Assessore Daniele Polato».

Con queste parole, sulla sua pagina Facebook, il consigliere comunale Andrea Bacciga ha presentato ieri la mozione di “Condanna politica per chi diffama la città di Verona”.

Il tema è quello del “Caso Balotelli”. Bacciga, eletto in consiglio comunale con Battiti per Verona, chiede al Comune di «diffidare legalmente e/o adire le vie giudiziali nei confronti del calciatore e di tutti coloro che attaccano Verona diffamandola ingiustamente».

Bacciga parte dalla premessa che «nessuno allo stadio udiva tali ululati, né il pubblico presente, né la panchina del Brescia, né i giornalisti, nemmeno i professionisti della piattaforma Sky a bordo campo». Di diverso avviso il giudice sportivo, che ha deciso per un turno di chiusura del settore “Poltrone Est”, in quanto «il pur esiguo numero degli autori dei cori va rapportato al numero di occupanti quel settore e che comunque i cori sono stati chiaramente percepiti, oltre che dal calciatore, anche dal rappresentante della Procura federale posizionato in prossimità». I cori, secondo il giudice sportivo, ci sono quindi stati, confermati dalle “Poltrone Est”, anche se non dalla Curva Sud, dove Balotelli ha calciato il pallone.

In molti me l’hanno chiesta, anche il mio collega Roberto Bussinello. E questa mattina ho depositato la mozione in…

Geplaatst door Andrea Bacciga op Maandag 4 november 2019

La mozione di Tommaso Ferrari

Un’altra mozione, dopo i fatti di domenica, è arrivata da Tommaso Ferrari, consigliere comunale e leader di Traguadi Verona. «Gli episodi di intolleranza legati all’ambiente di alcuni tifosi dell’Hellas Verona F.C. sono stati innumerevoli nel corso della sua storia e passati agli onori della cronaca ledendo l’immagine di una intera collettività sportiva e cittadina. Verona non merita di dover subire l’etichetta, a livello nazionale e internazionale, di città intollerante e razzista a causa di una sparuta, ma rumorosa, minoranza della sua tifoseria».

«Con la mozione chiediamo a sindaco e giunta di promuovere azioni legali contro episodi che nulla hanno a che vedere con il mondo dello sport e che macchiano irrimediabilmente l’immagine di una Verona che punta ad essere, e deve essere, faro di una città multiculturale e accogliente».

«Se qualcuno parla di complotto contro i veronesi, noi, restando con i piedi per terra, esortiamo Palazzo Barbieri a fermare con azioni dal profilo legale i veri autori di questa campagna di diffamazione, coloro che usano i colori della città per esprimere messaggi di odio e di intolleranza» conclude Ferrari.

Le reazioni del parlamentari veronesi

Da esponenti del Movimento 5 Stelle e del Pd sono arrivate reazioni critiche alla mozione di Andrea Bacciga. «Lascia sgomenti la mozione presentata nel consiglio comunale della nostra città che vuole far dimenticare tutto scaricando le colpe sul ‘nero’ Balotelli» scrive Francesca Businarolo, presidente commissione Giustizia di Montecitorio e deputata M5s.

«In puro stile negazionista, in linea con una certa cultura discriminante, sono le farneticanti frasi di tale Castellini – afferma il senatore Pd Vincenzo D’Arienzo – nonché la sgradevole proposta di un consigliere, Bacciga, peraltro indagato per il saluto romano in consiglio comunale. Costoro ed altri, negando l’evidenza, ritengono che il problema sia la discussione sui fatti, non i fatti stessi, orribili e perseguibili per legge».

Il senatore rimarca la critica a Bacciga. «Questo consigliere comunale non rappresenta Verona e in questo modo tutela solo quella sparuta minoranza minoritaria che allo stadio ha macchiato la città in numerose occasioni e che andrebbe perseguita, culturalmente e giudiziariamente. Questa gente non dovrebbe mai trovare albergo, neanche nelle istituzioni.Isoliamoli».