Mercatini di Natale, Corsi: «Pronti a partire nel 2021 con alcune novità»

Ai microfoni di Radio Adige TV 640 è intervenuto questa mattina Luciano Corsi, presidente del Comitato per Verona. Il presidente ha così commentato la decisione di rimandare i mercatini di Natale, tradizionale appuntamento che attirava ogni anno a Verona numerosi turisti: «Dobbiamo attenerci in maniera coscienziosa alle disposizioni fornite dalle autorità».

Dichiara Luciano Corsi, presidente del Comitato per Verona: «Abbiamo deciso di rimandare i mercatini di Natale grossomodo 20/30 giorni fa. Abbiamo tentato l’inverosimile per arrivare ad interpretare nel migliore dei modi i vari DPCM che davano norme sempre più stringenti. Va tenuto presente che, per organizzare un evento come i mercatini di Natale, necessitiamo di 6/7 mesi di operatività perché dobbiamo stabilire accordi, soprattutto per quanto riguarda i servizi. Non è una cosa che, se anche domani mattina dessero il via libera, saremmo in grado di fare, perché c’è un’organizzazione alle spalle che investe numerosi operatori».

Prosegue Corsi: «Fatto salvo naturalmente la tutela della salute di ogni persona – operatore o turista che possa essere – va tenuto presente che mettere in piedi una tale opera vuol dire interessare una trentina di aziende, per quanto riguarda tutto il discorso della logistica, i vari noleggi e i vari impianti elettrici: c’è tutta una serie di fattori che determinano la costruzione reale dell’evento».

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«Facciamo il ragionamento che arrivando a Verona una “milionata” di turisti, a questi diamo una loro capacità di spesa di 20/25 euro – che sono la pizza, il pieno della benzina, il caffè, il gadget o quant’altro –, sono circa 25 milioni di euro solo su questi pochi numeri. Ci sono una marea di servizi e prestazioni indotte: anche ad esempio il fatto di chi si ferma a dormire a Verona, abbiamo una perdita sia sotto il profilo degli alberghi e nello stesso tempo anche sulla tassa di soggiorno, abbiamo minori visitatori ai musei. In questa stagione, dove la soluzione vincente dei mercatini di Natale ha fatto sì che avessimo colmato su Verona questo spazio tra la metà di novembre e fine dicembre, viene letteralmente a mancare un guadagno, con tutte le problematiche economiche del caso».

Il Natale 2020 «sarà sicuramente un periodo triste, perché lo stiamo vedendo e lo vediamo anche per quelle poche passeggiate che riusciamo a fare negli spostamenti che riusciamo a fare per andare al lavoro o al supermercato. Di persone che sorridono e che si incontrano baldanzose ne vediamo ben poche».

«Sicuramente ne fanno le spese le strutture, soprattutto bar e ristoranti, che sono la punta dell’iceberg di una grande filiera, perché dobbiamo ricordarci che dietro lo spritz comunque c’è chi produce, consegna, lavora. Dobbiamo tenerci il più possibile in maniera coscienziosa alle disposizioni che vengono fornite dalle autorità, sperando che anche loro siano illuminate e facciano meno errori possibili».

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«In tutta onestà avevamo anche organizzato un piano B, per quanto riguarda il discorso dell’organizzazione dei mercatini, però le disposizioni sono sempre più stringenti. Per l’anno prossimo siamo pronti a ripartire, con anche alcune novità: dobbiamo tener presente che questa guerra mondiale che chiamiamo Covid, logicamente lascerà dei segni importanti».

«Su questo dovremmo anche vedere come riorganizzare le modalità con cui essere presenti come mercatini, ma soprattutto come mettere in sicurezza i vari visitatori. Sarà una cosa che dovremmo gestire in itinere, vedendo gli sviluppi che ci saranno da qui ai prossimi mesi». 

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