L’Arma dei Carabinieri sceglie il Veneto come base della nuova Sezione Ambiente
Potenziata la presenza dell’Arma dei Carabinieri in Veneto con il nuovo Gruppo Interregionale Comando Tutela Ambientale e Transizione Ecologica. La sede operativa è a Marghera (Venezia) e vigilerà sui territori delle Regioni Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trantino Alto Adige.
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Il nuovo Gruppo è stato presentato oggi nella sede della Protezione Civile Regionale a Marghera, alla presenza del presidente Zaia, del Comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, Generale di Brigata Giuseppe Spina; del Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, Generale di Brigata Valerio Giardina; del Comandante Provinciale Carabinieri di Venezia, Colonnello Mosè de Luchi; del Colonnello Enrico Risottino, Comandante del neo istituito Comando Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Venezia. Era presente anche l’assessore all’Ambiente della Regione, Cristiano Corazzari.
«Il Veneto ha una lunga e proficua storia di collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che oggi si arricchisce del nuovo Gruppo Interregionale dedicato ai reati legati in qualsiasi modo all’ambiente – ha detto il Governatore – . Siamo una Regione che ha grande sensibilità su questi temi. Seguiamo con attenzione tutto ciò che è di nostra competenza e non abbiamo remore nel rendere note le situazioni che troviamo e a collaborare con le Forze dell’Ordine. Ricordo che nel 2013, appena ricevuta notizia della presenza dei Pfas nelle acque superficiali di alcuni territori, fummo i primi a muoverci, investendo decine di milioni di euro per la sicurezza della gente, e a tutt’oggi siamo l’unica Regione d’Italia ad avere una legge che prevede la presenza di Pfas Zero nelle acque. Ringrazio l’Arma dei carabinieri per aver scelto il Veneto come sede di questo suo Gruppo Interregionale. In questo modo saremo ancora più vicini alla salvaguardia dei cittadini e delle persone per bene e potremo rafforzare la nostra collaborazione istituzionale».
Gli alti ufficiali dei Carabinieri hanno illustrato il funzionamento e le competenze del nuovo Gruppo, che opererà a stretto contatto con le competenti Direzioni Distrettuali Antimafia.
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In particolare, saranno monitorati settori specifici, nei quali la criminalità ambientale, singola o organizzata è particolarmente attiva; Il ciclo dei rifiuti, per il controllo degli impianti di trattamento e della filiera di gestione dei rifiuti urbani e speciali; il ciclo del cemento e il monitoraggio delle cave, attraverso la verifica e gli accertamenti condotti sulla realizzazione delle grandi opera e degli appalti; le energie rinnovabili per il contrasto degli illeciti perpetrati in modo sistemico e organizzato; il monitoraggio delle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, ultima frontiera dello smaltimento illecito da parte delle consorterie criminali.
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