Intel a Vigasio o in Piemonte? Più dubbi che risposte

Il colosso tecnologico Intel non ha ancora confermato l'investimento in Italia per uno stabilimento di packaging e assemblaggio di semiconduttori. Due siti si contendono i 5mila posti di lavoro in palio: Vigasio e Settimo Torinese.

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Nelle scorse ore il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rassicurato sui rapporti in corso con Intel. La multinazionale americana ha recentemente presentato un accordo per una fabbrica di semiconduttori in Germania (un investimento da 30 miliardi di euro, con 10 di finanziamento statale a fondo perduto), ma nelle scorse settimane si erano perse le tracce dello stabilimento italiano di Intel per il packaging e l’assemblaggio di semiconduttori. Veneto e Piemonte sembravano essere le alternative. Vigasio nel Veronese o Settimo Torinese. Si tratterebbe di un investimento iniziale di 4,5 miliardi di dollari, e 5000 posti di lavoro fra quelli diretti e la filiera.

Dopo i grandi annunci del settembre 2022 – quando il Governo allora guidato da Mario Draghi e Intel secondo Reuters si sarebbero accordate per scegliere Vigasio come sito preferito per l’approdo del colosso in Italia – le manifestazioni di gioia hanno lasciato spazio al dubbio.

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Innanzitutto la concorrenza con Settimo Torinese non sembra essere mai stata superata del tutto. Lo stesso presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ieri, in un incontro riguardante Stellantis (il gruppo automobilistico della Fiat) ha ribadito che «Per quanto riguarda il nostro Paese, il gruppo guarda con attenzione lo sviluppo delle competenze per la sviluppo della filiera. Il Piemonte rimane in campo grazie anche a una candidatura forte nella quale abbiamo fornito all’azienda tutte le informazioni e rassicurazioni richieste».

Il ministro Urso durante un incontro al Quadrante Europa di Verona a gennaio 2023
Il ministro Urso durante un incontro al Quadrante Europa di Verona a gennaio 2023

Negli scorsi mesi Provincia di Verona e Regione Veneto avevano confermato l’interesse a portare Intel a Vigasio. Però Pat Gelsinger, ceo di Intel, a gennaio aveva dichiarato: «L’Italia è ancora in gioco, ma anche altri Paesi candidati. Stiamo cercando di vedere dove. Decideremo entro l’anno». Insomma, una rassicurazione poco rassicurante. Prima di scegliere fra Vigasio e Settimo Torinese, quindi, Intel deve decidere se impiantare il proprio stabilimento in Italia o meno.

Probabilmente un Governo con le idee chiare sul luogo da proporre sarebbe utile alla causa, ma la decisione è ovviamente in capo a Intel. «Sarà l’azienda a decidere la sede dell’investimento rispetto alle condizioni che riterrà più congeniali – aveva spiegato il ministro Urso appena entrato in carica – mentre il compito del governo è di creare, insieme con le Regioni, le migliori condizioni per portare in Italia questo importante e significativo investimento in un asset strategico per l’economia nazionale. Infatti, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un’iniziativa privata a cui dobbiamo fornire il migliore supporto. Agiremo come una squadra nazionale».

Che Veneto e Piemonte, ad oggi, stiano agendo come squadra è tutto da vedere. Anche se, come il ministro Urso (Fratelli d’Italia), i presidenti sono allineati alla maggioranza di Governo: Cirio di Forza Italia e Zaia della Lega.

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Intanto, a inizio mese, Urso è stato negli Stati Uniti, per discutere con le grandi imprese americane e probabilmente anche dello European Chips Act, il pacchetto di investimenti dell’Unione Europea nato proprio per attirare gli attori del mercato tecnologico.

Intanto la politica locale chiede più incisività al Governo. Il Partito Democratico ha chiesto a Palazzo Chigi quali iniziative intenda adottare per confermare quanto prima la realizzazione dello stabilimento di Intel a Vigasio. Lo ha fatto attraverso un’interrogazione del senatore e segretario regionale del partito, Andrea Martella, indirizzata al ministro Urso.

Alberto Bozza
Alberto Bozza

Sul dualismo Veneto-Piemonte interviene invece il consigliere regionale e comunale di Verona Alberto Bozza (Forza Italia): «Su Intel il Governo e il ministro Urso devono individuare una sola possibile sede italiana, che auspico possa essere Vigasio. Il dualismo Veneto-Piemonte certamente non rafforza la candidatura del Paese a ospitare il colosso americano».

Bozza sottolinea che «se è vero che la decisione spetta a Intel, nel piano complessivo di sviluppo che l’azienda ha in mente, tuttavia le nostre istituzioni devono fare sistema per rendere attrattivo il Paese. Ritengo molto positivo che il Governo, come ha dichiarato Urso, sia disponibile a stanziare 3 miliardi di euro pur di vedere Intel in Italia e che a breve sarà varato un decreto con il piano nazionale sulla microelettronica; tuttavia va fatto un ultimo sforzo: individuare una sola candidata, che ritengo debba essere Vigasio per i collegamenti con l’asse del Brennero e la Germania, dove Intel investirà, e perché Verona è un grosso polo logistico. La posizione unanime del consiglio regionale è chiara. Roma ci ascolti perché l’opportunità è irripetibile e già sappiamo che Intel ha ridimensionato il proprio piano d’investimento, pertanto non possiamo rischiare di perdere l’occasione».

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