Green Pass obbligatorio, come sta andando a Verona?

Disagi contenuti e solo qualche intoppo, a Verona, a due giorni dall'obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro. Situazione poco difficoltosa anche in Veneto, stando a CGIL, mentre Cgia lancia l'allarme sulla possibile mancanza di 2 milioni di dipendenti da lunedì prossimo in tutta Italia.

A quasi 48 ore dall’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass all’interno dei luoghi di lavoro pubblici e privati, non si placano le voci dei detrattori della certificazione verde: a Trieste la protesta dei portuali è ancora in atto e in tutta Italia si registrano episodi di protesta. Eppure, a Verona, la prima giornata è sembrata essere trascorsa senza particolari intoppi. A sottolinearlo è stato, ieri, lo stesso sindaco scaligero, Federico Sboarina, che ha parlato di «astensioni contenute» da parte dei dipendenti comunali: «Siamo soddisfatti per come è partita la macchina dei controlli nel primo giorno di obbligo di green pass. La situazione sarà comunque costantemente monitorata, in modo da intervenire tempestivamente ed evitare disservizi ai cittadini».

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Il caso Zelger

Nonostante si siano evitati i disservizi all’interno di Palazzo Barbieri, proprio il comune è stato, ieri, teatro di una protesta personale del consigliere leghista Alberto Zelger, che si è introdotto senza green pass nell’ufficio del gruppo consiliare. La Polizia locale sta ultimando il rapporto e la prossima settimana notificherà al consigliere la sanzione prevista dal Dl che regolamenta l’obbligo del green pass, che va da 600 e 1.500 euro.

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Un gesto condannato sia dal Movimento Civico Traguardi che dal consigliere di Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, che hanno richiamato l’attenzione anche sul silenzio del sindaco Sboarina: «Si diverte così, il consigliere leghista Alberto Zelger: creando scompiglio e importunando gli operatori comunali che hanno il compito di controllare la regolarità del Green pass di chiunque entri in Municipio, come impone la normativa. – scrive in una nota Tommaso Ferrari di Traguardi – Se da Zelger c’era da aspettarselo, quello che stupisce, dell’intera vicenda, è il silenzio imbarazzante del sindaco Sboarina, al quale, evidentemente, sta bene che in quella “casa di vetro” che secondo lui doveva diventare il Municipio di Verona, le regole vengano applicate con disparità. Invito anche la capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Anna Grassi, a prendere le distanze dall’atteggiamento di Zelger e, se ci riesce, a tenere a bada i suoi atteggiamenti irrispettosi di tutti i veronesi che si sono adeguati all’obbligo del Green pass, irrispettosi del suo ruolo istituzionale e, non da ultimo, irrispettosi delle regole che la stessa Lega ha insistito per ottenere. Nessuno ricorda l’affermazione del sottosegretario leghista Centinaio “La Lega è per il Green pass, chi fa il fenomeno è fuori”?».

«I Sindaci sono pagati per applicare i provvedimenti di sicurezza del Governo e non per discettare su essi. Questo vale anche per il Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, un provvedimento complicato che investe anche i dipendenti comunali, i dipendenti delle aziende partecipate titolari di fondamentali servizi per la collettività e gli stessi consiglieri comunali. – ha detto Bertucco – Quindi Sboarina è chiamato a collaborare per limitare i disagi per i cittadini. Se proprio non riesce a tenere a freno la sua voglia di esternare, ci dica piuttosto come si porrà nei confronti dei vaccini e dei consiglieri della maggioranza che ne negano l’utilità, fino adesso tutelati continuando a convocare i consigli comunali misti in presenza soltanto al 50%. Sboarina sta con Zelger o con i cittadini che si sono vaccinati e hanno fatto il green pass? Sulla violenza politica, sempre da condannare, il Sindaco deve ancora capire che non ci sono violenze di destra e violenze di sinistra, prova ne sia che fa ancora fatica a condannare senza se e senza ma le azioni di Forza Nuova di Castellini e soci».

ATV, mancano 400 autisti

Intanto, anche per la giornata di oggi, sono state soppresse alcune linee urbane ed extraurbane di ATV, per mancanza di personale.

«Saranno inevitabili i disagi, anche sensibili, per i viaggiatori che utilizzano le linee urbane ed extraurbane, oltre che per i servizi scolastici. Non si escludono ulteriori sospensioni di corse per improvvise comunicazioni di indisponibilità» dicono da Atv.

La protesta dei ristoratori Veneto & Ho.re.ca.

Continua anche la protesta dell’associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca., che ieri hanno simbolicamente tenuto la serranda abbassata all’inizio della giornata lavorativa, esponendo un cartello di dissenso, per manifestare contro il nuovo decreto sul green pass.

«Il governo ci ha ridotti a pagare per lavorare. Paghiamo il tempo impiegato a controllare i dipendenti e a organizzarci di fronte alle defezioni. E paghiamo in termini economici perché il personale senza green-pass va in qualche modo sostituito. Serve una presa di coscienza delle istituzioni affinché si eviti il caos. – spiega Alessia Brescia, portavoce dell’associazione – Una misura economicida e discriminatoria che genera un’ulteriore tassa a carico di noi imprenditori. Le linee guida per far rispettare l’obbligo del green pass generano anche oggi il caos. Nel settore privato, ad esempio, il dipendente senza green pass non può essere sospeso dal lavoro per i primi cinque giorni, il che significa dover trovare qualcuno che lo sostituisca. E mentre il governo parla di sospensione degli stipendi, gli avvocati dei dipendenti inviano diffide. Il tutto mentre molti locali sono sotto-organico per le nota difficoltà a trovare personale preparato».

La morale, riflette l’associazione, è che «gli oneri come sempre sono scaricati su di noi: è inaccettabile addossare a chi lavora, o ai datori di lavoro, un ulteriore fardello come quello del costo dei tamponi, il tutto dopo due anni di chiusure a singhiozzo e indennizzi inesistenti». 

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I dati di CGIA: da lunedì 2 milioni di lavoratori a casa

Lunedì prossimo 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone per avere il Green pass. Secondo le stime del Governo sarebbero 3 mln i lavoratori senza il certificato verde, il 13% degli occupati in Italia, secondo le stime di CGIA Mestre. Stando ai dati del Governo sarebbero 3 milioni i lavoratori italiani senza il certificato verde, il 13 per cento circa degli occupati presenti nel nostro Paese. Persone che per accedere al proprio posto di lavoro  entro la fine dell’anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per ottenere il green pass. Attualmente l’offerta è molto inferiore: ieri, ad esempio, il numero di tamponi realizzati in Italia è stato di poco superiore a 506 mila. Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila. Se a questo numero si aggiungono le oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass circa 2 milioni di lavoratori.

CGIL, la situazione in Veneto

La situazione in Veneto di fatto si è rivelata meno difficoltosa e meno tesa di quanto si poteva prevedere, secondo la CGIL: «Nonostante le preoccupazioni diffuse che si potessero verificare momenti di tensione o di conflitto nelle imprese o agli ingressi nei posti di lavoro, come il clima teso degli scorsi giorni poteva far presupporre, dal nostro osservatorio sindacale non è stato fortunatamente riscontrato alcun tipo di problematica».  A dirlo sollevato è il segretario generale di Cisl Veneto Gianfranco Refosco, che aggiunge: «Certo bisognerà vedere nei prossimi giorni, anche insieme alle imprese, a quanto si attesterà il tasso di assenza, per capire l’effettivo impatto sull’occupazione e sulla continuità delle attività. Da parte nostra, peraltro, stiamo continuando a chiedere al Governo ulteriori chiarimenti su alcuni aspetti della normativa non ancora ben definiti. Insomma, oggi è iniziato un percorso importante e delicato, che ha bisogno comunque di essere presidiato e accompagnato dal punto di vista della contrattazione sia con il Governo che con le imprese».

Intanto oggi, sabato 16 ottobre, si è svolta a Roma la grande manifestazione nazionale unitaria di Cgil, Cisl e Uil decisa appena dopo il vile assalto alla sede nazionale di Cgil, apice di una serie di attacchi, ingiurie, offese, scritte aggressive sui muri di sedi Cisl anche nella nostra regione. Una manifestazione per la coesione sociale, per lo sviluppo e per il lavoro e contro il fascismo, a cui ha partecipato anche una delegazione di Cisl Veneto insieme ad altri 1700 iscritte e iscritti cislini dai diversi territori.

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