Grande Castelvecchio, si riapre il dibattito

Oggi a Buongiorno Verona abbiamo parlato della possibilità di spostare il Circolo Unificato dell'Esercito dalla sua sede a Castelvecchio, per fare spazio alla trasformazione del luogo in un Polo Museale Unico. Un dibattito che nelle ultime settimane si è infiammato tra gli esponenti politici e non solo.

Castelvecchio musei civici di verona feste

Oggi a Buongiorno Verona abbiamo parlato della possibilità di spostare il Circolo Unificato dell’Esercito dalla sua sede a Castelvecchio, per fare spazio alla trasformazione del luogo in un Polo Museale Unico. Un dibattito che nelle ultime settimane si è infiammato tra gli esponenti politici e non solo. Da una parte chi è contrario al trasferimento, dall’altra chi invece avrebbe già trovato una soluzione all’ubicazione per completare l’opera del Polo Museale Cittadino.

Dindo: «Serve modernizzare i servizi del Museo»

«L’attuale Museo fu restaurato dall’architetto Scarpa nel 1964 ma ovviamente oggi è datato. Perché anche le funzioni dei musei sono cambiate e necessitano di servizi che l’attuale museo non offre» spiega Avv. Stefano Dindo, presidente della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio. «La “crociata” non esiste assolutamente, nessuno mette in dubbio l’importanza della sede militare».

Urbano: «Non è il momento di parlare di questo spostamento»

«Ci sembra quasi una “crociata” questo spostamento. Siamo contrari perché non è il momento di parlare di queste tematiche. Non ci vedono assolutamente d’accordo» afferma Massimiliano Urbano, coordinatore di Buona Destra Verona. «Sembra quasi essere una battaglia politica. Serve trovare un altro clima, non di battaglia, cercando un accordo tra le parti».

Vignolo: «Una grande opportunità per rinnovare il Museo»

«Spostare il Circolo Ufficiali dà l’opportunità di rilanciare il ruolo del Museo Civico di Castelvecchio con l’integrazione di ciò che gli manca. Oggi Castelvecchio è riformato con il restauro di Carlo Scarpa del 1964 ed è l’unico esempio di rinnovamento dei Musei degli anni’60 in Italia» spiega Alberto Vignolo, direttore della Rivista ArchitettiVerona dell’Ordine degli Architetti di Verona. «Serve traghettare nel futuro questo ruolo, perché ha parecchie carenze così come è ora».

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