Grande Castelvecchio, Stefano Dindo replica a Massimiliano Urbano

Il presidente della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio precisa alcuni punti in merito alle dichiarazioni del coordinatore veronese della Buona Destra sul Circolo ufficiali.

Stefano Dindo e Massimiliano Urbano
Stefano Dindo e Massimiliano Urbano

Tutto è iniziato da un commento di natura politica da parte di Massimiliano Urbano, coordinatore della Buona Destra di Verona nei confronti di Traguardi, il movimento presieduto da Pietro Trincanato e rappresentato a Palazzo Barbieri dal consigliere Tommaso Ferrari: «Il circolo ufficiali resti dov’è» sentenzia Urbano.

A stimolare l’uscita a mezzo stampa da parte del coordinatore della Buona Destra è stata la proposta proprio di Traguardi, presentata dieci giorni fa di realizzare il progetto Grande Castelvecchio, un adeguamento importante del museo scaligero per adeguarlo agli standard museali europei e fornire quindi alla città di Verona una leva per la ripresa economica, che prevedrebbe anche un’eventuale una sede alternativa al Circolo Unificato dell’Esercito.

Castelvecchio a Verona
Castelvecchio a Verona

Dopo questa querelle, ha deciso di intervenire anche l’avvocato Stefano Dindo, presidente della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio: «Rispetto alle dichiarazioni di Massimiliano Urbano circa il progetto di allargamento del Museo di Castelvecchio promosso da questa Civica Alleanza, che riunisce un grande numero di cittadini e cittadine veronesi, occorre fare qualche precisazione. A differenza di quanto riportato dalla stampa, infatti, non è in atto alcun tentativo di “insidiare” il Circolo Ufficiali, che è istituzione benemerita la cui importanza per la storia della città, segnata da una profonda e duratura presenza militare nel corso dei secoli, è evidente e riconosciuta.

Stefano Dindo
Stefano Dindo

Si tratta, semmai, di ridiscuterne la collocazione nell’ambito di un dibattito trasparente e aperto all’intera città, prendendo le mosse da un proposito già formulato dalla stessa amministrazione dello Stato nel 1928, quando senza dubbio la presenza militare a Verona era più numerosa e influente di quella attuale. Se già allora si riconosceva l’esigenza di trovare una sede diversa al Circolo, è difficile considerare questo intervento oggi meno urgente, identificando una nuova sede che consenta ai membri delle Forze Armate di disporre di spazi adeguati alle loro esigenze, al Circolo di proseguire le sue attività e, soprattutto, alla città di Verona di dotarsi finalmente di un museo moderno, all’avanguardia, in linea con gli standard nazionali e internazionali in termini di servizi e accessibilità, con benefici diretti e immediati sull’economia turistica e sul settore culturale».

«Una necessità urgente per il museo di Castelvecchio che, negli anni, è riuscito a collocarsi a livello internazionale collaborando “da pari” con colossi come il Louvre o la National Gallery, ma sarà inesorabilmente destinato a scendere di rango e a perdere posizioni se non si doterà di spazi e servizi adeguati. – prosegue Dindo – Non siamo di fronte allo scontro fra supporter dei militari o della cultura, dunque, ma alla concreta possibilità di danneggiare gravemente Verona se non si coglie l’occasione per realizzare il Grande Castelvecchio. A tal proposito, su proposta dell’allora Comandante di piazza generale Tota, la Civica Alleanza in collaborazione con gli Amici dei Musei Civici ha già realizzato, donandolo all’Esercito e alla città, un progetto per realizzare una sede alternativa, più funzionale ma ugualmente prestigiosa, per il Circolo nell’ex convento di San Giacomo di Galizia, all’interno dell’area dell’Ospedale Militare di Santo Spirito; progetto che sarà presentato alla stampa e alla cittadinanza nelle prossime settimane. Un segnale concreto della volontà, da parte di chi sostiene il Grande Castelvecchio, di voler portare avanti insieme, in un’ottica di collaborazione, un progetto importante per la città e coerente con quei valori anche culturali che sono cari anche alle nostre Forze Armate».

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