Girardi, Ulss 9: «L'”effetto scuola” si vedrà nei prossimi giorni»

Il direttore dell'Ulss 9 Pietro Girardi fa il punto in merito alla situazione dei contagi a Verona, evidenziando un maggiore numero di positivi nell'area al confine con la Lombardia. Pronostica inoltre un incremento di casi nei soggetti più giovani, conseguenza del rientro a scuola.

Pietro Girardi, direttore generale Ulss 9 Scaligera
Pietro Girardi, direttore generale Ulss 9 Scaligera

Il direttore dell’Ulss 9 Pietro Girardi fa il punto in merito ai contagi e alle terapie intensive attualmente presso le strutture ospedaliere.

«La curva dei casi negli ultimi due mesi è tendenzialmente in crescita. Lunedì sono iniziate le scuole, provvedimento che reputo assolutamente necessario, ma questo ci porterà tra 4-5 giorni a una nuova crescita e a un’evoluzione delle fasce d’età di contagio», inizia così Girardi.  

Prosegue: «Il numero di positivi in questo momento è enormemente più elevato dei periodi precedenti, ma la nostra vita è radicalmente cambiata. Possiamo ancora uscire e vivere una vita relativamente normale, rispetto al periodo dei primi lockdown».

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L’area al confine con la Lombarda è quella più a rischio

Si percepiscono alcune differenze di contagi nei vari distretti, il più a rischio è quello al confine con Lombardia e Trentino, come evidenzia il direttore generale. «C’è una profonda differenza di come si sta propagando il virus in provincia. L’incidenza giornaliera nell’ultima settimana ci porta a evidenziare che nel distretto 4 abbiamo circa 2mila e 700 casi per 100mila abitanti. Nel resto della provincia è intorno a 2mila e 290. La dinamica del contagio è evidentemente di provenienza lombarda, dove il numero dei contagiati è elevato».

Necessario automatizzare il più possibile il sistema di tracciamento

«Se arriveremo a quattromila positivi al giorno, di cui ipoteticamente 6-7 contatti stretti, ci sarebbe un numero impressionante di persone da contattare. In termini di burocrazia il sistema deve essere informatizzato il più possibile, cosa su cui sia la regione che lo stato stanno lavorando. Sarà possibile segnalare autonomamente il proprio stato di salute. Avete visto che incide il fatto di essere sintomatico o meno; così come incide il proprio stato vaccinale al momento del contagio. Cambiano i tempi di quarantena sia del positivo che del contatto stretto», aggiunge poi.

Le fasce d’età

Una menzione poi sulle fasce d’età dei contagiati, con le previsioni sui cambiamenti futuri dell’ondata di positivi. «La classe d’età che negli ultimi giorni è prevalente è quella dai 20 ai 29 anni. Nelle mie previsioni si sta per rimodificare, andando a colpire le fasce d’età più giovani che si ammaleranno a scuola, per poi spostarsi di nuovo ai 40-59 anni come nelle scorse settimane. Quella dei ricoveri resta tendenzialmente quella attuale, quindi prevalentemente anziani».

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In terapia intensiva soprattutto non vaccinati

«Premesso che i ricoveri in provincia sono 234 nelle strutture dell’Ulss e circa 130 nell’azienda ospedaliera, in terapia intensiva per Covid abbiamo 38 persone, di cui 27 non vaccinate, 2 con una sola dose e 7 con due dosi e il restante con la dose booster», conclude Girardi.

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