Giorno del ricordo, Lorenzetti: «Una ferita ancora aperta»

Per parlare del Giorno del ricordo delle vittime degli eccidi delle foibe, è intervenuto ai nostri microfoni Graziano Lorenzetti, sindaco di Legnago.

Oggi parliamo del girono del ricordo: domani infatti l’Italia ricorderà le vittime degli eccidi di militari e civili nelle zone della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia durante la seconda Guerra mondiale e nel dopoguerra. Le vittime stimate tra i ritrovamenti nelle foibe e coloro che morirono nei campi di prigionia jugoslavi sono tra le tremila e le cinquemila. In questo 2021 ricordare questo frammento triste della storia italiana assume un significato più importante, alla luce del fatto che la pandemia rende più difficile organizzare eventi e commemorazioni. Per parlare dell’argomento è intervenuto ai nostri microfoni il sindaco di Legnago Graziano Lorenzetti.

Leggi anche: Giorno del Ricordo, Amadei: «Sempre meno interesse, ma non dobbiamo dimenticare»

Il comune di Legnago anche quest’anno, nonostante l’emergenza sanitaria, si è impegnato molto per celebrare il giorno del ricordo. Ci può anticipare alcuni degli eventi in programma?

Nonostante le limitazioni legate al Covid l’amministrazione di Legnago aderirà all’evento. Era programmata una commemorazione importante in piazza San Martino, la piazza dedicata ai caduti. La giornata di domani sarà piuttosto piovosa e si è preferito quindi dirottare l’evento su piazza Garibaldi, che permette di essere protetti dai porticati. L’evento sarà quindi lì e poi ci si sposterà in modo limitato verso piazza San Martino per depositare una corona di fiori davanti al monumento.

Qual è l’importanza di celebrare una giornata come questa nelle scuole?

Sono state organizzati degli eventi web sul tema con le scuole, già dal 4 febbraio con molti eventi con protagonisti relatori importanti. È un tema che non è stato molto discusso se non negli anni più recenti, è dal 2004 che lo stato italiano ha legittimato questo evento come una tragedia. È sicuramente una cosa importante che dobbiamo far conoscere alle scuole per trarne le giuste considerazioni, perché queste cose non avvengano più. Anche se purtroppo in giro per il mondo sappiamo che questi eccidi avvengono ancora.

Che significato assume questo evento ai giorni nostri, in tempi che sembrano così lontani da quegli anni, e soprattuto nel pieno di una pandemia?

È vero che c’è la pandemia ma anche tramite web è importante parlarne, perché è ancora una ferita aperta. Ci sono voluti sessant’anni per far capire che era necessario legittimare questo evento tragico avvenuto tra il 1943 e il 1945. Mentre l’Italia festeggiava la liberazione, in quei territori si stava svolgendo un vero massacro. Alcuni dati riportano cinquemila vittime, ma si parla anche probabilmente di diecimila, e 350mila sfollati. I nostri concittadini che dovevano rientrare in Italia in modo forzato non sono stati accettati benevolmente dal nostro Paese: una tragedia nella tragedia. Tra questi esuli, molte personalità hanno contribuito alla cultura, economia e sport italiani.