Giorno del Ricordo, Amadei: «Sempre meno interesse, ma non dobbiamo dimenticare»

Il professore dell'Istituto Salesiano San Zeno, Lamberto Amadei, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare del Giorno del Ricordo e dell'evento organizzato per gli studenti.

Domani, mercoledì 10 febbraio l’Italia celebrerà il Giorno del Ricordo, per non dimenticare le vittime degli eccidi di militari e civili nelle zone della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia durante la Seconda Guerra Mondiale e nell’immediato Dopoguerra. Le vittime stimate, tra ritrovamenti nelle foibe e coloro che morirono nei campi di prigionia jugoslavi, sono tra le 3mila e le 5mila. Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, quindi l’emigrazione di oltre 300mila cittadini di etnia e di lingua italiana da quegli stessi territori. In questo 2021 ricordare questo frammento triste della storia italiana assume un significato ancora più importante soprattutto alla luce del fatto che questa pandemia sta rendendo sempre più difficile organizzare eventi e momenti di riflessione. A non darsi per vinto è stato il Prof. Lamberto Amadei, docente dell’Istituto Salesiano di San Zeno, che ha organizzato un evento online per i suoi studenti.

Quanto è importante ricordare eventi storici come il massacro delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata nonostante il Covid, che in qualche modo sta assorbendo l’attenzione?

«Quest’anno ho fatto il possibile e sono orgoglioso di essere riuscito a organizzare un evento molto ridotto, rispetto agli anni precedenti, a distanza affinchè non venga dimenticato questo giorno così importante e che spesso viene dimenticato. È una giornata che spesso nella mente dei ragazzi viene ignorata e questo è un peccato. Non possiamo dimenticare una pagina della nostra storia così importante e significativa per comprendere il presente e il futuro».

Quali saranno gli ospiti e di cosa si parlerà nello specifico durante l’evento?

«Abbiamo confermato il programma dell’anno scorso, anche se ridotto: saranno circa 50 minuti. Gli interventi si apriranno con l’assessore alla Cultura di Verona, Francesca Briani, particolarmente legata a questa tematica per motivi famigliari, poi vi sarà un’illustrazione storica da parte del dott. Mauro Runco. Dopodichè siamo molto orgogliosi di confermare anche quest’anno la testimonianza dell’esule Marina Manganotto, che racconterà ai ragazzi la sua esperienza da esodata quando era bambina e da Fiume è dovuta scappare. L’intervento si concluderà con la lettura di una poesia che verrà recitata da alcuni nostri alunni. Si spera che rimanga qualcosa ai ragazzi perchè ne sanno ancora troppo poco».

Quanto è importante avvicinare i più giovani a questi spaccati di storia che rischiano di essere dimenticati?

«Ogni anno con i miei alunni faccio un esperimento chiedendo quanto ne sappiano loro di questi argomenti storici: nessuno sa nulla. Si ha qualche nozione riguardo alla tematica delle foibe: cosa sono, dove si trovano, chi sono stati vittime e carnefici. Nulla si sa dell’esodo giuliano-dalmata e temo che l’interesse che stava crescendo dal 2004, quando venne istituzionalizzato il “Giorno del Ricordo”, si sta perdendo e questo fa paura perchè è una storia molto importante e geograficamente vicina a noi e non possiamo permetterci che i giovani dimentichino questa pagina di storia. L’unica arma che abbiamo è continuare a parlarne».