Filobus, Segato: «Chiediamo soluzioni alternative nel rispetto di ambiente e periferie»
Dichiara Segato: «Fin dall’inizio dei lavori abbiamo chiesto di interromperli e di ragionare sulle conseguenze che tali lavori portano alla cittadinanza e al territorio, all’economia e ai negozianti di prossimità. Abbiamo sempre chiesto di pensare un progetto alternativo, senza l’utilizzo dei fili, rischiosi in caso di maltempo – come abbiamo visto ultimamente –, e di evitare la rottura di intere reti di comunicazione delle vie centrali nella città di Verona».
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«Al di là del cambio del mezzo, che è già un primo passo, il secondo passo è di non “sventrare” la città, trovando soluzioni compatibili con il territorio, con l’ambiente e con la vita nei quartieri: non mancano le tecnologie alternative, cerchiamo di cominciare a parlare di una mobilità sostenibile e di trovare soluzioni adatte all’epoca in cui viviamo, tenendo in considerazione il trasporto in sicurezza delle persone».
«Si potrebbe risparmiare sulle opere pubbliche e prolungare il percorso fino a Parona e magari a San Martino, aumentare i parcheggi scambiatori e ipotizzare soluzioni alternative di mezzi pubblici. Suggeriamo di evitare opere pubbliche invasive che vadano a interrompere le piste ciclabili: si tratta di cominciare a ragionare e capire quale può essere il mezzo di trasporto più adatto per la città di Verona».
Conclude Segato: «Bisogna rispettare l’ambiente e evitare la distruzione della città, nel rispetto di chi lavora nei quartieri, di chi ha investito il proprio denaro e la propria vita su negozi e attività commerciali nelle periferie trovando soluzioni compatibili con questa esigenza».
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