Filobus in Borgo Venezia, i cittadini raccolgono firme: «Vogliamo chiarezza»
Ieri sera alla notte bianca di Borgo Venezia c’era un gazebo diverso dagli altri, dove non si vendevano oggetti di artigianato artistico, né patatine fritte. Si raccoglievano firme per chiedere al Comune e ad Amt chiarezza sul progetto del filobus in via Pisano.
Solo qualche giorno fa, mercoledì 5 giugno, Amt e il Comune di Verona hanno presentato l’avvio dei lavori per il nuovo filobus. Un’opera che ha fatto discutere fin dall’inizio, sulla sua effettiva necessità della filovia e su passaggi delicati come quello di via San Paolo.
Ieri sera, durante il momento di festa della notte bianca, un gruppo di residenti e commercianti di Borgo Venezia ha iniziato a raccogliere firme per chiedere al comune e ad Amt chiarezza su uno dei nodi da sciogliere per il filobus nel quartiere, ovvero il passaggio su via Pisano.
«È una via discretamente stretta e il progetto originale prevede il passaggio in andata e ritorno del filobus. Questo avrebbe un impatto shock sui residenti e sulle attività commerciali di questa via e di quelle limitrofe» afferma Diego Perini, portavoce comitato spontaneo nato fra residenti e commercianti.
Preoccupati quindi i residenti per la perdita di posti auto in una zona dove sono già carenti, mentre i commercianti della via stanno pensando a chiudere o trasferire l’attività in altre zone, con i conseguenti costi che ciò comporterebbe. Un passo avanti sarebbe la variante con lo sdoppiamento su via Spolverini, ma rimangono, secondo il comitato, i dubbi generali sull’utilità dell’opera.
«Ci sorprende l’atteggiamento dell’amministrazione, che sembra dirci qualcosa, ma poi sembra fare altro. Tutti sono d’accordo sullo sdoppiamento su via Spolverini e a novembre è stata presentata la variante con una conferenza stampa. Da allora però non abbiamo più saputo nulla».
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