Polemica Filobus: i dubbi dei politici veronesi

È finito ancora al centro delle polemiche il progetto Filobus. A sollevare dubbi sulla durata dei lavori, sulla realizzazione dei parcheggi scambiatori e la velocità del trasporto pubblico diversi schieramenti politici. A replicare oggi agli attacchi dei giorni scorsi il presidente di AMT Francesco Barini.

Filobus, progetto della discordia. È da ormai la scorsa settimana che il progetto del nuovo mezzo di trasporto pubblico continua a destare dubbi e polemiche riguardo la durata dei lavori e la mancanza di opere connesse e necessarie al filobus, come i parcheggi scambiatori.

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune

Ad aprire la querelle era stato Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, che nei giorni scorsi aveva parlato di “corsa contro il tempo per mettere in funzione il filobus. Come potrà entrare in funzione in assenza dei parcheggi scambiatori al Saval (doveva essere realizzato nell’ambito del progetto del traforo delle Torricelle) e a Verona Est (doveva essere realizzato nell’ambito del progetto del centro commerciale in località Cercola) rimane un mistero”. “I parcheggi ci devono essere e devono essere pronti prima dell’entrata in funzione del mezzo, pena dover lasciare tutti e 39 i vagoni nel garage. – continua Bertucco – Canta vittoria troppo presto l’amministrazione. La previsione del presidente Amt Barini a proposito di un inizio lavori fissato per un generico “autunno” fa cadere le braccia se solo consideriamo la complessità degli espropri”.

Alberto Bozza, consigliere comunale Lista Tosi

Ha poi rincarato la dose il consigliere comunale Alberto Bozza, che ha polemizzato sulla cancellazione dei parcheggi scambiatori a Cà di Cozzi e alla Cercola: “Come pensa l’amministrazione comunale di far partire un Filobus dopo che ha tolto la concreta realizzazione dei due parcheggi scambiatori, finanziati con risorse private, grazie al lavoro svolto dalla precedente amministrazione?  – commenta Bozza – Ricordo, infatti, che Cà di Cozzi era un’opera compensativa a carico del progetto del Traforo, bloccato dall’Amministrazione Sboarina, e che sarebbe stato funzionale non solo al Filobus ma anche all’ospedale di Borgo Trento; e la Cercola sarebbe stato il parcheggio realizzato, come ormai sappiamo, dal centro commerciale cassato anche questo da Segala & C.”. Polemiche anche sulla realizzazione della galleria pedonale in via San Paolo, alla quale molti residenti si sono opposti: “Ma davvero Barini e Sboarina hanno intenzione di passare sopra, con totale indifferenza, alla richiesta di un intero quartiere, di residenti e commercianti, oltre all’intero consiglio della prima Circoscrizione, di ritornare alla soluzione meno drammatica ed impattante del semaforo intelligente? – conclude Bozza – Insomma mi pare anche ci siano oggettivi e seri nodi, estremamente ingarbugliati, grazie al lavoro scoordinato di questa amministrazione. Ai veronesi non resta che salire sul trenino turistico che transita in centro sognando il Filobus”.

A puntualizzare sui parcheggi scambiatori anche il gruppo consiliare del Partito Democratico che, addirittura, li come “opere da paletta e secchiello”: “I parcheggi scambiatori sono opere complesse, richiedono spazi adeguati, studi approfonditi e, soprattutto, soldi. Soldi che al momento – a tre anni dal termine ultimo per la realizzazione dell’opera e a countdown di fatto già avviato – il Comune non ha in bilancio. Duecento posti auto sono insufficienti in termini assoluti e pochi anche paragonati ad altre città che offrono una disponibilità almeno doppia. Segnaliamo inoltre che sulle mappe urbanistiche del Comune il parcheggio “scambiatore” alla Cercola è ancora presente, figurando come uno spiazzo verde in mezzo… ai campi. Ogni altro commento è superfluo”.

Anche la velocità del trasporto è stata messa in dubbio, in virtù della disposizione del tracciato preferenziale e dei provvedimenti viabilistici che, secondo il PDvanno introdotti gradualmente fin da subito. Ricordiamo che sulla carta la capacità trasportistica del filobus non differisce in nulla da quella di un normale autobus doppio, soltanto che i costi di acquisto e manutenzione del filobus sono doppi. Pertanto, come abbiamo già detto, il filobus deve essere occasione per la promozione e il rilancio dell’intero sistema di trasporto pubblico locale con misure di efficientamento che rendano, già a partire dai prossimi mesi, il mezzo pubblico sempre più conveniente rispetto al mezzo privato”.

Francesco Barini, Presidente AMT

La risposta piccata del presidente di AMT Francesco Barini è arrivata oggi nel pomeriggio: “In merito al progetto filobus e alle affermazioni e dubbi esternati da alcuni esponenti politici in questi giorni, – ha dichiarato Barini – si ricorda che l’opera filobus non deve essere intesa solo come “nuovo mezzo di trasporto” in sé, ma anche e soprattutto come un insieme di infrastrutture e opere funzionali al sistema filoviario che consentiranno di migliorare la viabilità nel suo complesso. I tanto invocati parcheggi scambiatori saranno certamente realizzati per l’entrata in funzione della filovia. Non si tratta di opere compensative, ma di opere funzionali per la filovia realizzate ex novo, quindi in totale autonomia e non subordinate ad interventi a carico di soggetti privati – continua il presidente AMT – La velocità commerciale del trasporto pubblico aumenterà notevolmente poiché i mezzi correranno per la maggior parte su corsie riservate, e saranno invece limitate quelle promiscue. I lavori riprenderanno in autunno, la filovia sarà realizzata in 1200 giorni a partire dall’inizio dei lavori. Verrà seguito passo dopo passo il cronoprogramma concordato con il Ministero e approvato dal CIPE”.