Lo scorso 7 novembre gli Stati Uniti d’America hanno scelto il loro nuovo, 46°, presidente. A spuntarla, e non di pochi voti, è stato Joe Biden, candidato democratico ed ex vicepresidente durante l’amministrazione Obama. Biden ha vinto in quello che, inizialmente, sembrava un vero e proprio “testa a testa” contro il presidente uscente Donald Trump. Ora, a cinque giorni dall’annuncio della vittoria e con gli scrutini dei voti per posta che stanno comunque proseguendo, Trump sta presentando ricorsi per brogli elettorali, che però appaiono infondati. Per capire quello che succederà ora, non solo in America, ma anche in Europa, ne abbiamo parlato con Gianluca Bonato, tesoriere del Movimento Federalista Europeo.

«Il passaggio che ci sarà tra Donald Trump e Joe Biden comporta necessariamente un cambio enorme di valori, dalle posizioni più protezioniste e nazionaliste di Trump a quelle più pluraliste e di società aperta di Biden. – ha spiegato Bonato – L’Europa si trova comunque un alleato un po’ più vicino, ma comunque gli Stati Uniti vivono un processo di allontanamento dall’Europa che dura da decenni, per cui l’Europa, insieme all’Italia, dovrà fare i conti anche con se stessa».

«Come sappiamo Biden ha annunciato di voler tornare negli accordi di Parigi e questo è un aspetto molto importante nell’idea di costruire un ordine globale multipolare, che favorisce l’Europa. Questo è sicuramente un passaggio importante nell’avvicendamento tra Trump e Biden. Non credo però che si chiuderà il capitolo Trump: sappiamo che ci troviamo di fronte a due visioni del mondo diverse che si stanno confrontando in questi anni con aspetti diversi tra Europa e Stati Uniti, ma le visioni di una società aperta e chiusa, di nazionalismo e società plurale continueranno ad esserci anche nelle prossime elezioni americane ed europee. Sicuramente questo confronto proseguirà anche negli anni a venire».

«Possiamo essere contenti di questa elezione, ben consapevoli che l’Europa e l’Italia, dovranno scegliere il proprio destino e non dipendere dagli Stati Uniti d’America per decidere da che parte stare nel mondo e dove andare».