Ecosistema urbano, la classifica di Legambiente mette Verona al 69esimo posto su 105

Presentato oggi il 28esimo rapporto "Ecosistema urbano" di Legambiente e Ambiente Italia. Verona si piazza al 69esimo posto nella classifica che descrive i 105 capoluoghi di provincia italiani italiani attraverso 18 parametri raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente).

Verona 69esima su 105 nella classifica “Ecosistema urbano”

Presentato oggi il 28esimo rapporto “Ecosistema urbano” di Legambiente e Ambiente Italia. Verona si piazza al 69esimo posto nella classifica che descrive i 105 capoluoghi di provincia italiani italiani attraverso 18 parametri raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente).

La graduatoria finale si basa su dati relativi al 2020: per Verona scalata una posizione rispetto all’anno scorso. Sul risultato, è già aperto lo scontro fra opposizioni e amministrazione.

I dati: tutte le posizioni di Verona in “Ecosistema urbano” su 105 città

  • Alberi in aree di Proprietà pubblica (Alberi/100 abitanti): 27^ (25,265)
  • Isole pedonali (Superficie stradale pedonalizzata, in metri quadrati per abitante): 73^ (0,161)
  • Solare pubblico (Potenza installata in kW su edifici pubblici ogni mille abitanti): 4^ (26,534)
  • Uso efficiente suolo (Indice sintetico [0-10] consumo di suolo/residenti e livello di urbanizzazione/residenti): 44^ (6)
  • Verde urbano (Metri quadri/abitante): 37^ (31,552)
  • Biossido di azoto (Concentrazione media in ug/mc – media dei valori medi annui): 48^ (21,500)
  • Ozono (Media del n. giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 ug/mc): 81^ (61)
  • Pm 10 (Concentrazione media in ug/mc – media dei valori medi annui): 85^ (31,500)
  • Consumi idrici (Consumi giornalieri pro capite di acqua potabile per uso domestico (litri per abitante)): 83^ (169,243)
  • Dispersione della rete idrica (Diff. % tra acqua immessa in rete e consumata per usi civili, industriali, agricoli): 57^ (34,796)
  • Efficienza depurazione (Dato in %): 86^ (83,610)
  • Offerta trasporto pubblico (Chilometri percorsi annualmente dal complesso delle vetture divisi per abitanti (km-vettura/abitante/anno)): 53^ (20,496)
  • Passeggeri trasporto pubblico (Viaggi/ab/anno): 13^ (103,364)
  • Piste ciclabili (Metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti): 35^ (11,996)
  • Tasso di motorizzazione (Auto circolanti ogni 100 abitanti): 50^ (64,780)
  • Vittime della strada (Morti+feriti/1.000 ab): 72^ (6,256)
  • Rifiuti differenziati (Percentuale di rifiuti differenziati (frazioni recuperabili) sul totale dei rifiuti urbani prodotti): 76^ (50)
  • Rifiuti prodotti (Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (chilogrammi per abitante)): 58^ (504,980)

A questo link, dal sito di Legambiente, le modalità con cui viene condotta l’indagine.

Verona ha alcuni dati in leggero miglioramento e riguardano l’aumento degli alberi nelle aree pubbliche e, sul fronte dell’inquinamento atmosferico, i livelli di ozono e di Pm10. In ambito di nuove piantumazioni, il Comune di Verona guadagna quasi due punti percentuali rispetto all’anno scorso (dal 23,3% al 25,2), posizionandosi al 27esimo posto della classifica generale. Migliora invece di tre gradini la voce relativa all’ozono, che sale dall’84esimo posto all’81.

In tema di qualità dell’aria, l’85esimo posto di Verona pone la città scaligera in posizione migliore a quella delle altre città del Veneto (Venezia è al 92° posto, Treviso al 91°, Rovigo al 90° e Padova al 96°).

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Verona 69^ in Ecosistema urbano: le obiezioni delle opposizioni

Partito Democratico

I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani
I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani

Dure le critiche dal Pd di Verona: «I nuovi dati delle classifiche Ecosistema urbano 2021 confermano l’evanescenza e l’inconsistenza delle politiche ambientali dell’amministrazione Sboarina che oltre a trascurare il benessere dei quartieri e dei cittadini ne mette a repentaglio la salute e la sicurezza tagliando sui capitoli di bilancio dedicati alla sicurezza stradale (come accaduto con l’ultimo bilancio che ha visto dimezzati i fondi per la segnaletica stradale) e non attiva nessuna politica di risanamento della qualità dell’aria».

Dicono Luigi Ugoli, segretario cittadino Pd Verona, e Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, consiglieri comunali: «Inconsistenti i miglioramenti rispetto la precedente rilevazione: Verona rimonta di una sola posizione dal 70° al 69° posto. Inoltre, viste le politiche di Sboarina nell’ultimo anno, le prospettive per il futuro non possono essere più rosee: infatti continua a mancare all’appello il Pums; i quartieri continuano ad essere occupati da inutili supermercati; lo stesso Central park si sta rivelando un gigantesco bluff. Tra amministratori e cittadini continua a mancare la possibilità di dialogo e confronto».

«L’amministrazione Sboarina è sorda alle richieste di buon senso, come quella che propone l’istituzione anche a Verona di un garante del verde che possa dare rilancio alle politiche ambientali soprattutto sotto il profilo della nuova disponibilità di spazi verdi fruibili e della valorizzazione dell’immenso patrimonio ecologico dato dai nostri parchi cittadini» concludono dal Pd.

Verona e Sinistra in Comune

«La media dei rifiuti pro capite annui resta a quota 500 kg, la raccolta differenziata sempre attorno al 50%, verde e piste ciclabile non fanno progressi, l’inquinamento da ozono in estate e da polveri sottili nel resto dell’anno è sempre ai massimi livelli» osserva Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

«Se escludiamo le città del Sud, che fanno storia a se, Verona spicca tra le peggiori città medio-grandi del centro-nord per inquinamento; dispersione della rete idrica; efficienza della depurazione. Continuiamo a produrre troppi rifiuti mentre il nostro tasso di raccolta differenziata, inchiodato al 50%, è stato superato anche da una metropoli come Milano che è al 58%» aggiunge il consigliere.

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«Risultati deludenti che sono la logica conseguenza della mancata predisposizione e attuazione della necessaria programmazione: Pums (mobilità) e Paesc (energia) non sono ancora arrivato in Consiglio. L’amministrazione si è rifiutata di correggere il Pat (Piano di assetto del territorio) della giunta Tosi sebbene fosse palesemente sballato. Dopo l’approvazione del regolamento del verde (pronto dal 2007) l’amministrazione si è “seduta” mentre avrebbe dovuto proseguire con la progettazione del Piano del Verde» continua Bertucco. «Sui rifiuti è incapace di raggiungere gli standard previsti dalla Regione Veneto, che nelle ipotesi del nuovo piano regionale indica come obiettivo per i Comuni il raggiungimento dell’84% di raccolta differenziata entro il 2030».

Infine il consigliere di Verona e Sinistra in Comune aggiunge: «Come nelle precedenti amministrazioni Tosi anche l’amministrazione Sboarina è stata incapace di dare risposte sul piano delle politiche ambientali con ovvie conseguenze sulla qualità della vita dei quartieri e dei cittadini, come dimostra anche l’indice riguardante le vittime della strada».

Traguardi

Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«Il report Ecosistema Urbano fotografa l’immobilismo delle politiche ambientali del Comune di Verona, che negli ultimi 15 anni, a partire dal 2007, ha mantenuto sostanzialmente invariate le proprie performance e, dunque, il proprio punteggio di “città verde”: 48,5 per cento (era il 48,7 nel 2007) mentre la prima classificata, Trento, ottiene quasi il doppio» dice Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi.

«Se guardiamo al solo dato relativo alla raccolta differenziata, congelata al 50 per cento, scendiamo addirittura al 76° posto della classifica. Siamo all’86°, invece, per concentrazione delle Pm10 nell’aria. Una città che si prepara ad affrontare la transizione energetica verso la quale ci spinge l’Europa, se davvero crede nello sviluppo sostenibile, deve fare scelte coraggiose, radicali e tangibili. Non servono soluzioni spot, ma una progettualità coerente e strategica, specialmente adesso che sono in arrivo i fondi dal Pnrr. Con gli annunci si combina poco».

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La replica dell’amministrazione

Federico Sboarina coprifuoco alle 22
Federico Sboarina

«La posizione di Verona è stabile, come quella di tutti gli altri capoluoghi di provincia»commenta il sindaco Sboarina rispondendo ai consiglieri comunali delle minoranze. «Lo dicono gli stessi realizzatori dell’indagine, consapevoli che la causa vada cercata nel Covid e nel lockdown. Ma all’onesta intellettuale del Sole24Ore e di Legambiente, anche locale, si contrappone la solita disonestà comunicativa di Michele Bertucco e del Pd consiliare».

«Ma anche qui niente di nuovo visto che non sanno nemmeno leggere i numeri. Il 72° posto per vittime stradali viene dai dati Aci/Istat che notoriamente includono anche le tratte autostradali e Verona ne ha due sul suo territorio, l’incidentalità urbana è tutt’altra cosa. Mentre ‘ferma’ è solo la capacità di analisi politica del consigliere Bertucco, che si ostina a non vedere il trend di miglioramento della qualità dell’aria e soprattutto che Verona è la città messa meglio per Pm10 di tutto il Veneto, ovviamente esclusa Belluno. Come mai, infine, il centrosinistra sorvola sul dato in aumento degli alberi pubblici? Forse perché perdono di valore gli inutili girotondi o i finti allarmi per i tagli di piante malate?» dice il sindaco.

«L’aumento del verde pubblico – continua Sboarina – è l’indicatore che certifica la piantumazione di migliaia di nuovi alberi, condotta dal 2017 ad oggi e che continua. Una voce su cui invece ancora la classifica non registra i progressi è quella delle piste ciclabili. In media ci vogliono circa due anni per completare una infrastruttura, infatti sono molti i cantieri avviati grazie al contributo della Regione e che si concludono quest’anno o nel 2022. Sono sicuro che l’attuale posizione invariata, avrà un miglioramento nelle prossime edizioni perché il nostro impegno sulla mobilità dolce cittadina è significativo».

«L’indagine comunque ci mostra anche quali sono gli ambiti in cui intervenire, come la raccolta differenziata su cui sta lavorando Amia o l’efficienza del sistema idrico insieme con Acque veronesi. Il traguardo di città green non si raggiunge in pochi mesi, ciò che conta è avercelo come obiettivo e portarlo avanti concretamente. Sulla riforestazione, le piste ciclabili e il consumo del suolo lo stiamo facendo, serve anche un cambiamento di abitudini dei cittadini che a Verona sono sempre più consapevoli della necessità di una svolta green. Ecco perché, nonostante il Covid ci abbia impegnato su altri fronti, tutto sommato siamo soddisfatti. I dati premiano il lavoro fatto in determinati settori, fermo restando che per quanto riguarda qualità dell’aria e inquinamento atmosferico, ogni analisi non può prescindere dalla posizione geografia in cui si trova Verona».

Smog Ilaria Segala urbanistica
L’assessora Ilaria Segala

«Anche una sola posizione guadagnata è significativa delle azioni concrete già messe in campo da questa Amministrazione a tutela dell’ambiente urbano, che produrranno effetti benefici a lungo termine» aggiunge l’assessora all’Ambiente Ilaria Segala. «La problematica dello smog va affrontata assieme alle altre città, alle diverse Regioni e allo Stato, visto che il problema è soprattutto di tipo geografico. Puntiamo ad attuare interventi strutturali, i cui risultati però non si vedono nell’immediato. Per quanto riguarda invece la qualità dell’aria e il Pm10, lo stesso Sole24Ore ha rilevato come nemmeno il lockdown abbia drasticamente abbassato gli inquinanti, segno evidente che le auto non sono la causa principale, nonostante questo stiamo molto lavorando sulla mobilità sostenibile».

«Altro nostro impegno importante è lo stop al consumo di nuovo suolo, per il quale abbiamo invertito la rotta rispetto al passato puntando alla rigenerazione degli immobili dismessi».

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