Don Carlo Vinco è il nuovo Garante dei detenuti

Don Carlo Vinco è il nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Verona. L’elezione è avvenuta ieri sera, a scrutinio segreto, ottenendo i 25 voti necessari, dopo che lo scorso febbraio la dottoressa Margherita Forestan, in carica da diversi anni, si è dimessa. In tutto erano 6 le candidature…

Don Carlo Vinco è il nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Verona. L’elezione è avvenuta ieri sera, a scrutinio segreto, ottenendo i 25 voti necessari, dopo che lo scorso febbraio la dottoressa Margherita Forestan, in carica da diversi anni, si è dimessa. In tutto erano 6 le candidature pervenute.

La figura del Garante è stata istituita allo scopo di promuovere, in conformità ai principi della Costituzione, il diritto delle persone soggette a misure limitative della libertà, di partecipare alla vita civile e a fruire dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento ai diritti fondamentali quali la tutela della salute, il lavoro, la formazione, la cultura. Il Garante rimane in carica per tutto il mandato del Consiglio dal quale è eletto.

I lavori dell’aula sono proseguiti con il dibattito relativo alla proposta di delibera per la Variante al PAT di adeguamento alle disposizioni per il contenimento del consumo di suolo. Sul documento, già adottato dalla Giunta, sono pervenute 11 osservazioni, già controdedotte dall’Amministrazione comunale.

Come previsto dalla Regione Veneto la quantità di suolo ancora edificabile sul territorio comunale è di 94,91 ettari, una riserva aurea che verrà utilizzata solo in presenza di progetti di grande rilevanza pubblica. In linea con le disposizioni regionali del 2017 per contenere il consumo di nuovo suolo. A differenza di tutte le altre città capoluogo del Veneto, Verona ha deciso di non pianificare tali risorse con l’obiettivo di ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, tenendolo comunque disponibile per progetti di grande interesse pubblico. Una strategia in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea, che ha posto come traguardo per il 2050 un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero.

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«Con la variante 29 e la campagna della rigenerazione urbana stiamo invertendo la direzione di marcia – ha spiegato l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala -. Puntiamo sulla riconversione di aree dismesse o degradate, coinvolgendo anche i cittadini e i principali stakeholder. Questa modifica al Pat ci permette di contenere nuove edificazioni ed invertire così la rotta sul consumo di suolo. Le 11 osservazioni pervenute sono state controdedotte, alcune accolte del tutto o parzialmente». 

A fare la relazione di minoranza, il capogruppo di Sinistra in Comune Michele Bertucco. «Questa legge regionale ha degli obiettivi importanti, peccato per le numerose deroghe previste che di fatto raddoppiano le aree edificabili. Ma si sa che il Veneto è una delle regioni che da sempre consuma più suolo. Se Verona volesse essere davvero virtuosa dovrebbe agire diversamente, senza usare tutte le deroghe previste, come in prossimità dei caselli autostradali o per le opere pubbliche come il traforo delle Torricelle. Sarebbe ora davvero di trovare le soluzioni migliori per la comunità e soprattutto per le generazioni future».

Il consiglio si è chiuso subito dopo l’intervento del consigliere del Pd Stefano Vallani, rimandando alla prossima seduta la trattazione dei 126 emendamenti collegati alla proposta di delibera.

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