Dipendenti Agec Verona, oggi lo sciopero e la protesta in Bra

Sciopero dei dipendenti Agec Verona oggi, proclamato da varie sigle sindacali, con presidio davanti a Palazzo Barbieri.

Era stato proclamato per oggi, 11 gennaio 2021, lo sciopero dei dipendenti Agec Verona da parte dei sindacati Cisl Fp, Fp Cgil, Uil Fpl, Csa e Cub, oltre alla Rsu aziendale. Appuntamento fissato dalle 9 alle 11 davanti a Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Lo stato di agitazione è stato proclamato dai sindacati che denunciano una sostanziale inerzia dei vertici aziendali Agec nei confronti delle istanze sollevate dai lavoratori a partire dallo scorso 22 ottobre. I lavoratori dei plessi scolastici in particolare lamentano i ritardi nel riconoscimento di: accordo economico 2019, progressioni economiche orizzontali, integrazione F.I.S. (Fondo integrazione salariale), accordo triennale 2020-2022.

«Da mesi come organizzazioni sindacali – scriveva sul proprio sito la Cisl Fp di Verona – cerchiamo di avere giuste relazioni sindacali con l’amministrazione Agec che, però, non ha mai neppure manifestato alcuna concreta volontà di intraprendere un percorso di relazione e confronto serio e chiaro. Un confronto che riteniamo doveroso innanzi alle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano, in settori socialmente rilevanti per l’intera popolazione scaligera».

Come motivazione allo sciopero di oggi: «Dopo il tentativo di raffreddamento dello stato di agitazione avvenuto sul tavolo della Prefettura, atto dovuto, ma con risultato negativo, sottolineato dalla assenza di risposte concrete da parte dei vertici aziendali di Agec, e dopo il mandato unanime di indire lo sciopero che nell’ultima assemblea del personale è stato votato, ora non abbiamo più alcuna alternativa».

L’intervento del sindaco

Oggi durante il presidio in piazza Bra il sindaco Federico Sboarina e l’assessora all’Istruzione e al Personale Daniela Maellare hanno incontrato i manifestanti e i loro rappresentanti sindacali.

Lo scorso 27 novembre il sindaco aveva formalmente invitato presidente e direttore Agec, rispettivamente Roberto Niccolai e Marco Peretti, a riprendere la trattativa al fine di ripristinare il corretto proseguo delle relazioni sindacali. Nella stessa nota inviata via mail, il sindaco evidenziava come «uno sciopero del personale addetto ai servizi destinati ai nostri cittadini più giovani sarebbe estremamente dannoso per le famiglie».

«La situazione delle relazioni sindacali all’interno di Agec – sottolinea il sindaco Sboarina – passa ora nelle mie mani. I vertici aziendali non hanno ristabilito relazioni sindacali di confronto come avevo chiesto, non facendo rientrare lo stato di agirtazione. Delego quindi l’assessore Maellare a rapportarsi coi vertici sindacali, per raggiungere quanto prima una risoluzione dei problemi per andare incontro alle richieste dei lavoratori».

«L’ambito dell’infanzia e della gestione dei servizi di asili nido fino alle scuole elementari – precisa l’assessora Maellare – rappresenta un settore particolarmente delicato, in cui è bene venga mantenuto un positivo ambiente di lavoro. Un dipendente sereno e soddisfatto eroga un servizio migliore che è destinato ai bambini. Bisogna quindi evitare di creare tensioni all’interno della struttura educativa, oltre che ascoltare i lavoratori».

Protesta sindacati Agec
Incontro con il sindaco Sboarina durante la protesta davanti a Palazzo Barbieri dei dipendenti Agec Verona

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Il commento di Bertucco

Sulle rivendicazioni dei dipendenti e sulla situazione dell’azienda, il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco commenta: «Come Amia, anche Agec è in cerca di un futuro. Al di là delle rivendicazioni sindacali che portano i dipendenti della azienda speciale a scioperare anche a causa del peggioramento delle relazioni sindacali con il nuovo direttore generale, Agec vive da anni una profonda crisi di identità: i debiti accumulati con l’acquisto delle farmacie e una gestione non ottimale delle attività frenano lo sviluppo del settore immobiliare».

«Inoltre, il piano di internalizzazione delle mense, che come Verona e Sinistra in Comune ci vede d’accordo, è stato messo un dubbio dai stessi revisori dei conti che non vedono i necessari spazi di manovra dal punto di vista finanziario».