Davide Caprioli: un ricordo ancora vivo a 44 anni dalla strage di Bologna
Oggi, venerdì 2 agosto, la nostra memoria va alle vittime della strage di Bologna avvenuta nel 1980, e in particolare del veronese Davide Caprioli. Per questa ricorrenza, mercoledì scorso, il 31 luglio, ha fatto tappa la staffetta ciclistica Brennero-Bologna che rende omaggio proprio alle vittime del tragico evento.
La strage di Bologna – 2 agosto 1980
Il 2 agosto di quarantaquattro anni fa a Bologna, alla stazione centrale gremita di persone in partenza e in arrivo dalle mete di vacanza, la violenta deflagrazione di un ordigno ad alto potenziale ha spezzato la vita di 85 persone. Tra loro il ventenne Davide Caprioli è stata l’unica vittima veronese dell’attentato.
«Era un ragazzo carismatico. Aveva una marea di amici ed era il mio fratellone speciale» raccontava la sorella Cristina Caprioli nell’intervista a Pantheon in occasione del 40esimo anniversario della strage, affermando anche che uno dei suoi sogni era suonare la chitarra e «amare la sua ragazza». Davide Caprioli è morto con accanto entrambi i suoi sogni: stava infatti tornando dalle vacanze con la fidanzata Ermanna e la madre di lei, entrambe sopravvissute.
I tre erano seduti a un bar mentre attendevano il treno per Verona. Poco prima dell’esplosione, Davide si era alzato dal tavolino del bar dov’erano seduti per entrare in stazione e controllare l’orario di partenza del treno. Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una bomba esplodeva nella sala d’attesa della stazione ferroviaria di Bologna Centrale. L’attentato, opera di militanti dell’estrema destra fascista, provocò 85 morti e oltre 200 feriti.
Verona ricorda Davide
Oltre alla sorella Cristina che mantiene vivido il ricordo del fratello, anche la città di Verona ha contribuito alla sua memoria, il ricordo di un ragazzo che aveva ancora tutta la propria di fronte a sé. Una ragazza, una chitarra e sogni concreti per il suo futuro.
L’università di Verona commemora Davide Caprioli
Davide Caprioli era studente universitario nell’allora facoltà di Economia e Commercio di Verona. Per ricordarlo, il 12 maggio dello scorso anno l’ateneo ha intitolato l’aula T5 del Polo Zanotto in sua memoria. Alla cerimonia erano presenti anche la sorella e i vecchi compagni di scuola e amici, che lo hanno ricordato con il suono delle loro chitarre.
In questa stessa aula è stato inserito anche il murale che nel 2021 era stato creato in sua memoria e inaugurato nell’atrio del polo umanistico con accesso da Chiostro San Francesco.
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La scultura alla scuola Aldo Fedeli
Per i quarant’anni dalla morte della vittima, nel parco della scuola media Aldo Fedeli a Borgo Milano, da lui frequentata, è stata inaugurata una scultura che lo rappresenta, realizzata dallo scultore bolognese Mauro Piccoli.
Nel servizio condotto dal Gruppo Verona Network per l’occasione, Cristina Caprioli racconta la vita insieme al fratello, «ci siamo veramente molto aiutati e molto amati negli anni dopo». La scultura ora è nella biblioteca che porta il nome di Davide Caprioli, ulteriore testimonianza nella vita di chi gli ha voluto bene, ma anche come simbolo di una memoria collettiva.
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La staffetta Brennero-Bologna
Nata nel 1981, la manifestazione “Insieme per non dimenticare il 2 agosto 1980” si è evoluta negli anni, ampliandosi a livello nazionale e rendendo omaggio non solo alle vittime della strage di Bologna, ma più in generale, a tutte le vittime di terrorismo. La crescente partecipazione nel corso delle edizioni dimostra quanto la società civile senta il bisogno di commemorare le vittime del terrorismo e di mantenere viva la memoria, soprattutto per le nuove generazioni.
L’iniziativa è organizzata dal Circolo Naturalistico Novese e dall’ANPI sezione di Novi di Modena e Rovereto sulla Secchia, e rappresenta un importante momento di riflessione e unione per tutta la comunità.

La memoria di Davide Caprioli
Memoria infatti è la parola cui la sorella tiene molto. L’unica cosa che può fare è continuare a «trasmettere la memoria di quel fratello tanto amato, e strappato a un futuro ancora tutto da scrivere». Sottolinea inoltre l’importanza di queste iniziative, che non servono solamente a commemorare una vittima della strage, ma a ricordare l’evento perché «non voglio che si rivivano queste situazioni».
Una serie di gesti simbolici per sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza della ricerca della verità, nonché sull’importanza del ricordo perché la storia non si ripeta.
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