Covid Veneto e Verona: aumentano i ricoveri, in maggioranza non vaccinati
I vaccinati finiscono più raramente in ospedale. Ormai è noto, ma i dati presentati oggi dal direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi lo confermano nuovamente.
Per quanto riguarda i contagi, nella giornata di ieri sono stati registrati 121 nuovi casi. «Il 50 per cento di questi è compreso nella fascia d’età fra i 10 e i 29 anni, con una netta prevalenza fra i più giovani. Si conferma la tendenza del contagio fra i più giovani, che ha come conseguenza un’occupazione degli ospedali ancora relativamente bassa» ha detto Girardi.
Per ora l’Ulss 9 cerca di impegnare soprattutto i reparti di malattie infettive, per tenere più liberi gli altri ospedali.
Per quanto riguarda i ricoveri, sono 58 in provincia di Verona i pazienti ospedalizzati positivi al Covid. Cinque sono in terapia intensiva, 53 nelle aree non critiche. Dei cinque pazienti in area critica, uno ha completato il ciclo di vaccinazione, tra l’altro con patologie pregresse. Otto su 53 con vaccino completo in area non critica. È evidente l’effetto del vaccino» ha ribadito il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera durante la conferenza stampa di oggi.
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L’incidenza dei positivi è di persone relativamente giovani, la metà fra i 40 e i 60 anni. L’età dei ricoverati invece è mediamente più alta. «Abbiamo numerosi posti per i vaccini, l’invito è a prenotarsi» ha ricordato Girardi.
«C’è un timido, lento incremento dei ricoverati» in Veneto, ha detto oggi il presidente Luca Zaia. «Guardiamo con attenzione questo fenomeno».
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«Ricordo che non abbiamo problemi con i vaccini in questi giorni» ha ribadito Zaia. «Ma non vi nego che siamo un po’ preoccupati per l’incremento dei ricoveri, nonostante non siamo ai livelli delle precedenti ondate. L’appello è sempre quello di evitare gli assembramenti e usare la mascherina».
Anche in Veneto in generale «la quasi totalità dei ricoverati non è vaccinata» secondo le parole di Zaia.
In merito ai dipendenti della sanità non vaccinati, di seguito una nota diffusa dalla Regione: «Gli operatori sanitari delle nostre aziende attualmente non vaccinati sono 4.950. Il dato comprende i medici di base e i pediatri di libera scelta, ma non il personale della sanità privata. Di questi, 4.200 sono personale del comparto, cioè infermieri, oss, tecnici, ecc».
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Tamponi
I tamponi non sono più gratuiti per tutti. Ha spiegato così la scelta il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi. «Quando il tampone viene fatto per motivi di diagnosi o monitoraggio della popolazione il tampone è gratuito. Quando viene richiesto per ragioni che potremmo definire “commerciali”, allora è a pagamento. Noi garantiamo un certo numero di tamponi a pagamento, il resto viene fatto dai centri privati e dalle farmacie sul territorio».
Restano numerose le categorie di cittadini che possono usufruire dei tamponi gratuiti, in particolare antigenici, con regolamento nazionale: per esempio gli ospiti delle Rsa, operatori dei centri estivi, bambini sotto i 12 anni, questi ultimi in particolare perché ad oggi sono esclusi dalla campagna vaccinale.
I tamponi molecolari vengono invece prescritti su indicazione del Sisp (Servizio Igiene Sanità Pubblica) o del medico curante. Sul sito dell’Ulss 9 sono disponibili le indicazioni sempre aggiornate.
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