Contagi e scuole aperte, Zaia: «La correlazione c’è»

Gli indici di rischio e l'aumento dei contagi preoccupano Zaia. «Io penso che la correlazione con la scuola ci sia, ci sia fino in fondo. E non perché i ragazzi abbiano colpe particolari».

Luca Zaia
Luca Zaia

C’è ancora preoccupazione da parte del presidente della Regione Veneto Luca Zaia per la situazione epidemiologica. «L’Italia si sta colorando di arancione. Noi rispetto ai parametri nazionali ancora non siamo in zona arancione, ma abbiamo un R(t) che è salito, alla luce delle temperature favorevoli e delle relazioni sociali che portano alla creazione di assembramenti. Non ultimo, anzi lo metterei per primo, la presenza delle scuole aperte». Queste le sue dichiarazioni durante il punto stampa di oggi.

Ragionando su curve di contagio, R(t) e zone rosse in alcune zone d’Italia, Zaia ha poi aggiunto: «Io penso che la correlazione con la scuola ci sia, ci sia fino in fondo. Non lo dico io, lo dice la letteratura scientifica. E non perché i ragazzi abbiano colpe particolari».

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«Se avessimo dei cinquantenni che ogni mattino si siedono in aula a gruppi di venti, e stessero lì 5 ore, diremmo che quel contesto diventa importante per il coronavirus. I ragazzi hanno anche spesso cariche virali alte, magari sono asintomatici, quindi c’è il rischio che l’infezione si sposti da una famiglia all’altra. Parlo di scuola, cui poi si aggiunge tutto il resto».

Questa mattina l’assessora all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan aveva risposto in modo diverso dal Presidente della stessa giunta, su Radio Adige TV640, alla domanda sulla possibilità che i focolai si possano creare più facilmente tra i banchi di scuola: «Non penso e i dati lo dimostrano: il contagio è in famiglia ed è normale, perché è lì che si vive il più stretto contatto».

E ha specificato Donazzan: «Invece non c’è evidenza di focolai nelle scuole. Nella classe è chiaro che se c’è una presenza contaminata è anche più facile da isolare, perché il gruppo classe è facilmente circoscrivibile».

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In ogni caso, ha ribadito oggi Zaia, «Chiudere una scuola è una sconfitta. Non abbiamo una posizione preconcetta, per questo ho chiesto il parere al Cts. Ora il dato di fatto è che chi ha riaperto le scuole prima di noi le sta richiudendo, oppure le richiude in parte».

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