Coldiretti Verona: «Insensato far sparire il lavarello dal Lago di Garda»

Coldiretti Verona manifesta insoddisfazione nei confronti della decisione del Ministero dell’Ambiente che nel 2021 vi ha imposto il divieto di semina degli avannotti di coregone, a differenza di altri laghi del nord come quelli di Como e di Iseo dove nei giorni scorsi è stata concessa una deroga.

Alex Vantini
Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona e del Consorzio di Bonifica Veronese
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Coldiretti Verona manifesta piena insoddisfazione per conto dei pescatori del Lago di Garda nei confronti della decisione del Ministero dell’Ambiente che nel 2021 vi ha imposto il divieto di semina degli avannotti di coregone, a differenza di altri laghi del nord come quelli di Como e di Iseo dove nei giorni scorsi è stata concessa una deroga.

Per il Garda il Dicastero, in accordo con l’Ispra, a ora non prevede rettifiche se attraverso adeguati studi sulla biomassa ittica non viene dimostrata l’assenza di incompatibilità tra il lavarello e il carpione, questo ultimo specie endemica presente unicamente nel lago di Garda.

Nei giorni scorsi i pescatori del Lago di Garda sono quindi scesi simbolicamente “in piazza” con le loro barche per manifestare il proprio malcontento, dato che l’80% del pescato è rappresentato dal lavarello.

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«L’attività della pesca appartiene a tutti gli effetti al settore primario e Coldiretti, che nel 2010 si è dotata della struttura organizzativa Impresa Pesca dedicata al settore ittico, intende dare voce ai pescatori del Garda contro un provvedimento unilaterale e francamente privo di ogni fondamento – afferma il Presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini –. Si sta parlando di una attività di estrema rilevanza per un territorio che esprime prodotti molto apprezzati dai suoi abitanti e dai turisti. Il rischio della scomparsa del lavarello dalle tavole della ristorazione locale sarebbe uno schiaffo alla professionalità di imprenditori che hanno reso il Garda una delle località più rinomate nel panorama del turismo italiano».

«Troviamo assurdo che solo ora si intervenga con queste limitazioni, quando la presenza di lavarello nel Garda ha oltre un secolo di storia. Oltretutto – continua Vantini – lo scorso anno è stato riaperto il centro ittiogenico di Bardolino, dopo essere stato ristrutturato da Veneto Agricoltura con fondi regionali, proprio per ripopolare il lago di specie destinate alla attività della pesca. Probabilmente, oltre agli studi ovviamente necessari, è una questione anche di volontà politica come dimostrano le deroghe concesse ad altri laghi più omogenei dal punto di vista amministrativo».

«Apprezziamo l’interesse dimostrato dalla comunità del Garda e da alcuni consiglieri regionali, – conclude Vantini – nella convinzione che i pescatori abbiano tutti i diritti di svolgere la propria attività nell’interesse dell’economia del territorio, oltre che delle loro imprese. Confidiamo che grazie agli sforzi di tutti venga concessa la deroga, nella prospettiva di lavorare insieme su un progetto che Coldiretti Verona sta approntando per la tracciabilità e la valorizzazione del pescato Gardesano».

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