Citrobacter, la mamma di Nina chiede le dimissioni dei vertici dell’ospedale
Chiede le dimissioni dei responsabili dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento Francesca Frezza, la madre di Nina, una dei quattro neonati deceduti dopo aver contratto l’infezione da Citrobacter. Stando a quanto riportato nella relazione della commissione ispettiva regionale, il batterio era annidato nel rubinetto del lavandino utilizzato dal personale della Terapia intensiva neonatale e in alcuni biberon usati dai bambini.
Il punto nascite, riaperto ieri per le gestanti oltre la 34° settimana, era rimasto chiuso dal 12 giugno dopo il caos scaturito dalle morti dei piccoli. Dal 2018 al 2020, oltre ai quattro deceduti, sarebbero nove i bambini che hanno riportato danni cerebrali per il batterio e 96 quelli infettati.
«Mi trovo presso l’ospedale della donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona: l’autorevole relazione commissionata dalla Regione Veneto e consegnata ieri conferma che mia figlia Nina ed altri 3 bambini sono morti per “scarsa igiene”!! – scrive la signora Frezza Sulla sua pagina Facebook – 9 bambini cerebrolesi e 96 bambini infettati da Citrobacter!! Fino a quando non vedo le dimissioni dei responsabili, Dott. Paolo Biban, Direttore sanitario Chiara Bovo, Dott. Franchi e Dott. Cobello da qui non me ne vado!!».
Nel frattempo stanotte è avvenuta la prima nascita dopo la riapertura dell’ala dell’ospedale. A mezzanotte è nata una bambina, figlia di una signora originaria di Palermo e residente a Verona, al terzo parto.
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