Che fine ha fatto il “Central park” di Verona? IL TEMA DEL GIORNO
«Un immenso cuore verde circondato di piazze, piste ciclabili e nuovi servizi». Così si definiva il Central Park di Verona a febbraio 2021, quando l’amministrazione Sboarina presentava il masterplan redatto dall’Università di Padova in collaborazione con gli uffici Urbanistica del Comune.
«Da anni la nostra città attende di risanare una ferita con le rotaie che dividono il centro storico dalla parte Sud, la più grande trasformazione urbanistica dal Dopoguerra. L’auspicio è che ci sia più di un partecipante, per avere la possibilità di valutare la migliore soluzione possibile» dichiarava all’epoca il sindaco Federico Sboarina. L’opera ha infatti l’obiettivo di riqualificare tutta la zona dell’ex scalo merci di Porta Nuova, fra stazione, viale Piave e stradone Santa Lucia.
«Tra gli elementi qualificanti del masterplan – specificava il vicesindaco di allora Luca Zanotto –, c’è sicuramente l’aspetto legato al miglioramento della qualità viabilistica complessiva del Comune. Tre i punti fondamentali che andranno a ridisegnare questa parte importante della città: creazione di un grande parco urbano; ricucitura di due quartieri con un nuovi collegamenti viari; realizzazione di un’importante quota di mobilità dolce, con piste ciclabili quale evoluzione naturale e moderna per migliorare l’ambiente».
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La presentazione del masterplan del Central Park a febbraio 2021
La proposta di Tosi
L’allora consigliere comunale ed ex sindaco Flavio Tosi, assieme agli architetti Gian Arnaldo Caleffi e Filippo Bonini e all’ingegnere Luciano Ortolani, ha illustrato il 20 dicembre 2021 un progetto alternativo a quello dell’Amministrazione Sboarina per la riqualificazione dell’ex Scalo merci: «350 mila mq di verde, campus scolastico, auditorium da 12mila posti e sede unica degli uffici comunali».
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Il punto a giugno 2022
A giugno 2022, appena prima delle elezioni amministrative che portarono alla fine dell’esperienza da sindaco di Federico Sboarina, l’amministrazione faceva il punto su Central park: stava partendo la nuova fase operativa, il tavolo tecnico coordinato dalla Regione a cui siedono Comune, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Provincia e Signa Group, sviluppatore immobiliare tra i più importanti d’Europa, che si è aggiudicato la gara indetta lo scorso gennaio da Ferrovie dello Stato per la trasformazione dell’area di 45 ettari.
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Il passaggio all’amministrazione Tommasi
Legato al rinnovamento dell’ex scalo merci, c’è la riqualificazione della stazione di Verona Porta Nuova e le opere compensative per l’alta velocità previste da RFI. Questo fu il tema caldo di una seduta straordinaria del consiglio comunale a fine agosto 2022.
Il Comune dovrebbe incassare come compensazione ai lavori per l’Alta Velocità a Verona quasi 15 milioni di euro. Risorse che l’Amministrazione Sboarina aveva destinato alla realizzazione di un nuovo sottopasso di collegamento tra via Albere-via delle Coste con stradone Santa Lucia. L’amministrazione Tommasi si prendeva all’epoca sei mesi di tempo per valutare la fattibilità del sottopassaggio.
Su questo in particolare sono arrivate le precisazioni della vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli: «Le scelte vanno fatte sulla base delle analisi tecniche e della documentazione in nostro possesso» ha spiegato la vicesindaca. «Il Central Park è un progetto atteso da tutti i cittadini veronesi e non solo dai residenti della Quarta circoscrizione. Ricordo che lo scorso 30 giugno RFI ha reso disponibile al Comune il progetto definitivo dell’ingresso Est, affinché gli enti non partecipanti al CIPE potessero esprimere i pareri di competenza entro il termine perentorio di sessanta giorni, che scade oggi, 29 agosto».

«La nuova Giunta è operativa dal 20 luglio scorso e, non appena è stato possibile, ci siamo adoperati perché il Consiglio potesse esprimersi in merito, nonostante i tempi assai ristretti. Particolare attenzione è stata posta alle opere compensative, che la precedente Amministrazione ha ritenuto di indicare a RFI in modo unitario, concentrando in un’unica opera, indicata come prioritaria, l’intero plafond del 2% del valore delle opere ferroviarie, pari a 14.820.000 euro. Mi riferisco al sottopasso ferroviario tra stradone Santa Lucia e via delle Coste, al centro dello scalo ferroviario, futuro Parco Urbano di Verona Porta Nuova, denominato Central Park».
Continua Bissoli: «Nel 2020 RFI ha chiesto alla precedente Amministrazione una verifica di fattibilità, studio che non è mai stato assegnato. Nel frattempo sono passati 2 anni è lo studio è stato affidato lo scorso 8 agosto da parte dell’ufficio comunale competente».
«Non dimentichiamo, le risorse messe a disposizione da RFI per le opere compensative non coprono l’intero costo di realizzazione del sottopasso e, ad oggi, non c’è un percorso avviato per il reperimento della quota a carico del Comune. L’idea del Parco Urbano di Porta Nuova Central Park è a uno stadio talmente embrionale che non è possibile neppure ipotizzare che la quota residua necessaria per la completa realizzazione del sottopasso e delle opere collegate possa essere messa a carico dell’operatore economico interessato alla realizzazione dell’intervento».
Il punto a gennaio 2023
Arriviamo all’inizio di quest’anno, quando il 27 gennaio la giunta del Comune di Verona ha approvato l’atto di indirizzo per proseguire l’iter di riqualificazione dell’ex scalo di Porta Nuova con RFI.
Questi i principi secondo l’amministrazione Tommasi: la stazione dell’Alta Velocità di Verona Porta Nuova, legata alla linea AV/AC Brescia-Padova, dovrà essere pronta per quando i binari dell’alta velocità entreranno in funzione. Inoltre, prima di procedere con la variante urbanistica, sarà necessaria un’analisi di rischio su tutta l’area dell’ex Scalo Merci, con un piano di rischio che quantifichi il grado di inquinamento del sottosuolo e le conseguenti opere di bonifica.
«Nell’intendimento di riattivare il tavolo tecnico che si dovrà occupare della variante urbanistica relativa allo scalo ferroviario – spiegava Bissoli -, la giunta ha ritenuto di dare alcuni indirizzi operativi alla direzione pianificazione territoriale e le altre direzioni interessate in particolare con riferimento alla realizzazione della stazione parte sud relativa all’alta velocità e ad alcuni interventi di verifica di accertamento sui suoli che verranno interessati dalla realizzazione della stazione e dal Central Park».
Quanto all’ipotesi di realizzare il sottopasso di collegamento tra stradone Santa Lucia e via Albere come opera compensativa dell’Alta velocità, vicesindaca e assessore Tommaso Ferrari ribadivano che «c’è una valutazione in corso sia rispetto alla funzionalità dell’opera che alla sostenibilità economica, i cui costi a carico del Comune al momento sono quantificati tra 13-16 milioni di euro, in aggiunta ai 14,8 milioni a carico di RFI. Aspettiamo che venga consegnato il piano di fattibilità economica definitivo e nel frattempo proseguiamo il confronto sull’opportunità di altre soluzioni, sullo spettro di un’indagine che va oltre l’approccio ideologico e che non può prescindere dall’analisi costi-benefici».
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