Sottopasso ferrovia, sei mesi per valutarlo. Bissoli: «Central park allo stato embrionale»

Discussione accesa, ieri, in consiglio comunale sulla decisione di rinviare di sei mesi le valutazioni sulle opere compensative legate all'alta velocità a Verona. Pomo della discordia è il sottopasso fra stradone Santa Lucia e via Albere.

Barbara Bissoli, vicesindaca
Barbara Bissoli, vicesindaca di Verona

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato ieri pomeriggio il progetto definitivo per l’ingresso Est in città dell’alta velocità. Per questo passaggio è stato necessario convocare una seduta straordinaria del Consiglio, in quanto proprio ieri – 29 agosto – scadeva il termine dei sessanta giorni per esprimere pareri di competenza, dopo che lo scorso 30 giugno Rfi aveva reso disponibile al Comune il progetto definitivo.

Al di là del voto, con l’approvazione grazie a 22 voti favorevoli e 8 astenuti, a tenere banco è la questione del sottopasso ferroviario fra via Albere e stradone Santa Lucia. Si tratta dell’unica opera compensativa richiesta dalla precedente Amministrazione a Rfi, la quale dovrà concedere al Comune di Verona quasi 15 milioni di euro per opere come compensazione ai lavori per l’alta velocità in città.

L’Amministrazione Tommasi ha deciso di rinviare la decisione sul sottopasso, cioè se confermarlo o meno, prendendosi sei mesi di riflessione. La decisione è stata presentata in aula ieri dalla vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, e poi dibattuta – non senza qualche sorpresa – dal Consiglio.

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«Le scelte vanno fatte sulla base delle analisi tecniche e della documentazione in nostro possesso» ha spiegato la vicesindaca. «La campagna elettorale è finita e con essa gli slogan. Il Central Park è un progetto atteso da tutti i cittadini veronesi e non solo dai residenti della Quarta circoscrizione».

«La nuova Giunta è operativa dal 20 luglio scorso e, non appena è stato possibile, ci siamo adoperati perché il Consiglio potesse esprimersi in merito, nonostante i tempi assai ristretti. Particolare attenzione è stata posta alle opere compensative» ha specificato Bissoli, ricordando che «Nel 2020 Rfi ha chiesto alla precedente Amministrazione una verifica di fattibilità, studio che non è mai stato assegnato. Nel frattempo sono passati 2 anni è lo studio è stato affidato lo scorso 8 agosto da parte dell’ufficio comunale competente».

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La vicesindaca non ha risparmiato critiche più o meno velate alla precedente amministrazione: «Le risorse messe a disposizione da Rfi per le opere compensative non coprono solo una parte dell’intero costo di realizzazione del sottopasso e, ad oggi, non c’è un percorso avviato per il reperimento della quota a carico del Comune. E anche l’idea urbanistico-edilizia del Parco Urbano di Porta Nuova Central Park è a uno stadio talmente embrionale che non è possibile neppure ipotizzare che la quota residua necessaria per la completa realizzazione del sottopasso e delle opere collegate possa essere messa a carico dell’operatore economico interessato alla realizzazione dell’intervento».

Infine, ha spiegato Bissoli: «La proposta di parere favorevole al progetto definitivo dell’opera ferroviaria in esame, nel testo condiviso informalmente con Rfi, è prudente in particolare sulle opere compensative e riserva al Comune uno spazio di riflessione ulteriore sulle stesse, uno spazio di sei mesi dall’approvazione del progetto definivo».

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La registrazione della seduta

Le repliche

Pronta la replica di Marco Padovani, per il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia: «Più che una proposta prudente la ritengo una soluzione sfuggente, che sembra non tenere in considerazione le necessità di questo progetto. Questa decisione costerà la fattibilità del progetto Central Park che non è oggi ad uno stato embrionale».

L’ex assessore ritiene l’opera fondamentale per sgravare via Mantovana e via Albere dal traffico in eccesso. Preciso l’attacco di Padovani agli assessori Federico Benini (Pd) e Michele Bertucco (In Comune per Verona): «Lo sappiamo che questa è una loro battaglia contro questo sottopassaggio».

Marco Padovani
Marco Padovani

Secondo Nicolò Zavarise (Lega): «Oggi stiamo valutando l’ipotesi di cancellare una degli interventi più importanti dopo le grandi opere realizzate a Verona per i mondiali di Italia ‘90. C’è da capire se questa Amministrazione ha una visione della città e soprattutto se c’è la volontà di continuare un certo percorso, che va nella direzione di rigenerare una parte importante di Verona, sia dal punto di vista viabilistico che ambientale, con la realizzazione del grande parco urbano».

L’ex sindaco Federico Sbarina (Gruppo Battiti) ha aggiunto: «Dire che il progetto è a livello embrionale è quantomeno riduttivo. L’intervento sulla viabilità previsto in questa parte della città è il pilastro portante per la riuscita del progetto Central Park. Senza queste modifiche viarie, che andranno a decongestionare un punto critico della città, non si potrà giungere alla realizzazione del parco. Vi chiediamo di essere chiari, per definire quali sono gli interventi che intendete portare avanti. Ci vuole il coraggio delle scelte. In altro modo i sei mesi richiesti di valutazione sono solo il pretesto per prendere tempo, per non dire oggi una scelta che avete già preso».

A creare un certo scompiglio è stato l’intervento della consigliera Paola Poli, del gruppo Damiano Tommasi Sindaco. «Io dividerei l’opera Central Park dal sottopasso, perché questo rappresenta un polmone verde in un quartiere cementificato fino all’inverosimile. Sono contraria al sottopasso perché poi andrebbe a impattare sul traffico in via Golosine e nelle vie laterali. Credo vada preparato uno studio approfondito». Poli ha poi sollevato una questione sui costi ulteriori “a sorpresa” del sottopasso, considerando la possibilità di ritrovamenti bellici. Poli ha poi specificato: «Non sono contraria al sottopasso come idea, ma a quel tipo di sottopasso in quella zona».

L’alternativa proposta dalla consigliera Poli è di prendere in esame l’allargamento e l’apertura al pubblico dell’attuale sottopassaggio utilizzato come via di servizio da Rfi. «Se si allungasse di 300 metri il sottopassaggio che parte da via Carlo Alberto Dalla Chiesa, si arriverebbe alla tangenziale. Dobbiamo valutare le alternative».

Su questo intervento si è concentrato il consigliere di Fratelli d’Italia Daniele Polato, che ha visto nelle parole di Paola Poli un passo indietro dell’amministrazione sul sottopasso. «Quel sottopasso è figlio di studi, da parte di uno sviluppatore internazionale, sulla base di un Pums che prevede quel sottopasso. La consigliera Poli ha detto il contrario dei suoi colleghi perché questa proposta di delibera non è chiara».

Annamaria Molino, capogruppo del gruppo Damiano Tommasi Sindaco, ha subito dopo specificato che l’intervento della consigliera Poli non era concordato con i colleghi e che «probabilmente intendeva la contrarietà a quel tipo sottopasso, non al sottopasso in generale».

Michele Bresaola per il Pd e Lorenzo Didonè per il gruppo Tommasi avevano infatti sottolineato l’importanza di una visione d’insieme, che rispetti la vivibilità dei quartieri, e di una valutazione approfondita delle opere compensative ipotizzate.

Consiglio comunale prima seduta

Flavio Tosi, per la Lista Tosi: «L’ipotesi prospettata dall’attuale amministrazione non stralcia il progetto del sottopasso, ma prende tempo per portare avanti una valutazione allargata sui prossimi passi da compiere. Stiamo parlando di interventi complessi, di cui molti passaggi tecnici non sono ancora del tutto chiari. Il Central Park è un’opera con un iter medio-lungo, il cui percorso è iniziato ben prima dell’amministrazione Sboarina. Se l’intento è quello di portare avanti un nuovo e più costruttivo confronto con il Consiglio, noi non voteremo contro la proposta».

La posizione dei gruppi consiliari di maggioranza

Probabilmente per stemperare le polemiche intorno all’intervento della consigliera Poli, i gruppi consiliari che compongono la maggioranza (Damiano Tommasi Sindaco, Partito Democratico, Traguardi, In Comune per Verona) hanno diffuso la seguente nota: «Ribadiamo il nostro parere favorevole al progetto definitivo Nodo AV/AC di Verona: Ingresso Est. Per quanto riguarda le opere compensative, evidenziamo che l’opera del sottopasso era sprovvista di uno studio di fattibilità, del traffico, dei costi e l’incarico è stato conferito solo l’8/08/22, due anni dopo che RFI l’aveva richiesta alla precedente amministrazione».

«A questo proposito come maggioranza, prima di esprimerci sulla definizione delle opere compensative, attenderemo i risultati di tale studio di fattibilità. Crediamo che opere così importanti per il territorio e con un impegno economico così rilevante, inserite in un progetto più ampio e in una visione chiara di città, si debbano inevitabilmente giudicare su valutazioni tecniche ed economiche, di cui ora non disponiamo. A fronte dei dati emersi si aprirà il confronto con la cittadinanza e le altre forze politiche che siedono in consiglio».

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