Car Fluff, il 26 febbraio se ne discuterà al Palariso di Isola della Scala
Car Fluff, il 26 febbraio se ne discuterà al Palariso di Isola della Scala
Il 26 febbraio 2022 al Palariso di Isola della Scala si terrà un importante appuntamento per discutere della discarica di Car Fluff. Tanti i comuni a partecipare per ribadire il loro fermo “no”. L’evento, intitolato “Discarica car Fluff, la voce critica del territorio”, vedrà la presenza di amministrazioni comunali, associazioni di categoria ed esponenti politici.

Tra gli oppositori anche i Giovani di Confagricoltura
Tra gli oppositori anche i Giovani di Confagricoltura, che perseguono da tempo la battaglia contro l’apertura dell’impianto per il trattamento di rifiuti speciali derivanti dalle rottamazioni di auto. La discarica andrebbe a occupare un’area di 455mila metri quadrati, con la previsione di accogliere in sette anni circa 950mila tonnellate di rifiuti.
Tuttavia, durante l’incontro pubblico della scorsa primavera, gli esperti intervenuti da parte dell’azienda proponente avevano garantito che «è impossibile la fuoriuscita di percolati». Avevano poi spiegato: «Il substrato geologico dà delle garanzie irripetibili. All’interno del Veneto non ci sono altri luoghi così sicuri».
Ferrarese: «Questo ecomostro vanificherà tutto il lavoro svolto»
«Da anni i giovani di Confagricoltura sono al fianco delle amministrazioni locali per valorizzare le eccellenze agroalimentari della pianura veronese. Abbiamo avuto ottimi riscontri dal punto di vista della promozione, delle iniziative di successo e quindi dell’immagine del territorio. L’arrivo di quello che si profila come un vero e proprio ecomostro rischia di vanificare il grande lavoro svolto».
Sono le parole di Piergiovanni Ferrarese, presidente dei Giovani di Confagricoltura Veneto e Verona. Ferrarese è intervenuto a riguardo ieri durante la trasmissione Verona Economia Live.
Rasoli: «Siamo preoccupati per il territorio»
Sempre durante la trasmissione è intervenuta poi Greta Rasoli, assessora all’Ambiente del comune di Sorgà. «Fin da subito abbiamo trovato un territorio collaborativo. Siamo dodici amministrazioni comunali per dire un no tecnico a un impianto che andrebbe a deturpare le peculiarità e la vocazione agricola della pianura veronese. Siamo preoccupati, l’insediamento andrebbe a raccogliere il 40% degli autoveicoli d’Italia andrebbe a sorgere in una zona dove si coltiva molto. Abbiamo il riso, il radicchio, la frutta… si andrà a consumare del suolo per un’attività che non ha niente a che vedere con il nostro territorio»
Guarda: «L’attività dei cittadini è stata essenziale»
Voci di opposizione arrivano anche dalla Regione Veneto. In collegamento, infatti, anche Cristina Guarda, consigliera regionale di Europa Verde. «Sono immediatamente intervenuta per il caso di Sorgà. Dal mio punto di vista l’obiettivo primario è attenzionare alla politica questo tipo di casistiche. Progetti come questo, infatti, devono venire fermati in attesa del nuovo Piano dei rifiuti del Veneto. L’iter è ancora in corso, quasi in fase finale. L’attivazione della cittadinanza e dei Comuni è stata essenziale per porre un faro sulla problematica».
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