Car fluff a Sorgà, la vicenda arriva in parlamento
Si torna a discutere della discarica di car fluff a Sorgà, con la vicenda che viene portata in parlamento dai deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini. La vicenda era già stata portata alla luce dei riflettori, oltre che dai comitati di cittadini nati per osteggiare la proposta, anche da altri esponenti politici, dai comuni della zona e da associazioni di agricoltori.
I deputati veronesi Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente, e Diego Zardini negli scorsi giorni sono tornati sul tema, commentando la risposta al question time in commissione da parte del Ministro della Transizione Ecologica: «È positivo che il Governo, tramite il Ministro della Transizione Ecologica, ha sottolineato come oggi in Italia esistono già tecnologie e know-how per sviluppare processi di riciclo chimico del car fluff, come la pirolisi per la produzione di combustibili alternativi o tecnologie in grado di aumentare il valore delle plastiche presenti negli autoveicoli a fine vita grazie al riciclo in prodotti a elevato valore aggiunto. Tuttavia allo stato attuale si continua a scegliere la strada della discarica e del trasferimento fuori dal territorio italiano».
Continuano Rotta e Zardini: «La carenza di impiantistica nel nostro paese non può contraddire lo spirito delle normative europee recepite anche nell’ordinamento nazionale, anche in previsione dei target di recupero totale in materia che ad oggi sono decisamente inferiori all’obiettivo».
Lo scorso 8 maggio si era tenuto anche un incontro pubblico a Sorgà sul tema.
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L’interrogazione a risposta immediata ha preso avvio dalla richiesta della società Rottami Metalli Italia di una autorizzazione alla Regione Veneto per realizzare nel territorio del Comune di Sorgà una discarica di car fluff. «E cioè in un’area caratterizzata – fanno notare Rotta e Zardini – da un’economia basata sulla qualità ambientale, dato che lì si producono culture d’eccellenza quali il riso Vialone Nano, il radicchio, le pesche, i kiwi e le mele».
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«Il rischio di produrre inquinamento è molto alto – dicono Rotta e Zardini – perché il car fluff rappresenta la frazione principale dei residui dell’auto avviata a smaltimento è uno tra i maggiori problemi dell’intera filiera, costituendo fino al 20% del peso di un veicolo. Inoltre, consentendo queste discariche, si mette indirettamente un freno a un obiettivo fondamentale che tutti ci siamo dati e che il Governo ribadisce nella risposta all’interrogazione di oggi in commissione: incentivare il riciclo e il recupero integrale dei materiali delle automobili da rottamare».
Aggiunge il senatore Vincenzo D’Arienzo, anche lui del Pd: «Quella discarica sarebbe un potenziale danno ambientale, oltre che economico per i proprietari della zona. Infatti, avere una discarica simile accanto a campi coltivati a riso potrebbe deprimere il valore della produzione, oggi apprezzata in tutto il mondo».
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