Bozza: «Verona faccia come Vicenza, plateatici allargati con tassa dimezzata»
Plateatici dei locali a Verona, dibattito sempre aperto
L’amministrazione comunale di Verona ha recentemente prorogato fino al 30 giugno i plateatici provvisori e temporanei, rilasciati per l’emergenza Covid-19 e in scadenza al 31 marzo. Secondo Alberto Bozza, consigliere comunale a Verona (Lista Tosi) e regionale veneto (Forza Italia), non è abbastanza, e rilancia: «Verona segua l’esempio di Vicenza e dimezzi fino a fine anno la tassa di concessione di suolo pubblico per i plateatici e dehors».
Il consigliere invita il sindaco Sboarina e l’amministrazione comunale – in scadenza proprio fra maggio e giugno – a «non limitarsi alle parole e ai buoni propositi» e a prendere esempio dall’amministrazione Rucco a Vicenza, che fino al 31 dicembre ha concesso il mantenimento dei plateatici allargati, con il canone di concessione del suolo pubblico ridotto del 50 per cento.
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«Mentre a Verona i plateatici allargati sono stati prorogati solo fino a settembre e comunque si dovranno pagare a tariffa piena. Così gli esercenti non possono programmare come si deve l’attività, a partire dall’assunzione di personale stagionale» dice Bozza, che chiede «che i plateatici allargati siano prorogati fino a fine anno e che fino ad allora sia dimezzata la tassa di concessione».
«Le restrizioni Covid – continua Bozza – hanno inciso per un anno e mezzo sulle attività economiche, negli ultimi mesi c’è stata una ripresa, tuttavia solo parziale e inficiata dall’aumento spropositato dei costi energetici. Credo dunque sia opportuno permettere agli esercenti di lavorare appieno, fissando per tutto il 2022 delle condizioni favorevoli al mantenimento dei plateatici allargati. Il sindaco Sboarina ammette che i plateatici sono una risorsa importante per le attività economiche, belle e giuste parole, eppure in concreto mancano i fatti».
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Bozza aggiunge che «oggi Verona dal lunedì al giovedì è una città mezza morta, con poca gente, zero eventi e la mancanza di iniziative culturali e artistiche. Questo influisce negativamente anche sulle attività economiche. Quantomeno si permetta agli esercenti di lavorare».
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