Botta e risposta sulla nuova nomina di Bacciga

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Il consigliere comunale Andrea Bacciga (Battiti) è stato nominato vice presidente della commissione cultura del Comune di Verona. Scelta che ha scatenato nuovi contrasti.

Più volte nell’occhio del ciclone negli ultimi mesi, dal concerto per Jan Palach alle accuse di un saluto romano in aula, il consigliere Andrea Bacciga torna a far parlare di sé dopo la nomina a vice presidente della commissione cultura del Comune di Verona. Il posto era prima occupato da Andrea Velardi, Forza Italia. In seguito a questa mossa, Elisa La Paglia, il membro della commissione in quota Pd, ha deciso di dimettersi, lasciando il posto a Carla Padovani.

I consiglieri leghisti Anna Grassi, capogruppo, e Thomas Laperna e Alberto Zelger, membri della stessa commissione, sono intervenuti a sostegno della scelta di Daniela Drudi, presidente di commissione e consigliere comunale, eletta nelle fila di Fratelli d’Italia. «Ha sempre lavorato in sinergia con tutte le parti e se le proposte approvate in commissione non hanno avuto seguito le colpe sono da dividere anche con chi dà le linee guida nella gestione degli uffici competenti in cultura».

«In merito alla nomina di Andrea Bacciga a vicepresidente di commissione – continuano Grassi, Laperna e Zelger – ricordiamo ai consiglieri del Partito Democratico che è stata espressione della volontà di tutta la maggioranza presente, se loro non si sono espressi in merito è stato esclusivamente perché non erano presenti».

E concludono: «Andrea Bacciga e Daniela Drudi sapranno coinvolgere tutte le parti interessate e sicuramente contribuiranno ad aggiungere valore alla nostra città senza imporre il cosiddetto “pensiero unico e democratico” che alcuni colleghi vorrebbero imporci sulle scelte future per la nostra città».

Torna a essere compatto il gruppo consiliare del Pd (da quando Carla Padovani era stata sfiduciata come capogruppo lo era stato un po’ meno) nel prendere le distanze dalla nomina di Bacciga. «Tale nomina conferma infatti l’impossibilità di riformare la politica culturale di questa amministrazione, unicamente diretta alla propaganda e all’epurazione o il silenziamento di qualunque voce non allineata con i valori oscurantisti e filofascisti che ispirano la giunta» è la dura presa di posizione espressa con un comunicato dal gruppo consiliare comunale del Partito Democratico.

«Prendiamo atto che l’attuale presidente della Commissione procrastina le decisioni importanti, ha annacquato la proposta di cambiare i regolamenti della rassegna Teatro nei cortili e del Camploy, persevera in un eterno e inconcludente balletto di scuse tra la commissione assessorato» aggiungono Benini, La Paglia, Vallani e Padovani. «La carenza di risorse economiche e umane del settore cultura non ha trovato alcuna risposta da parte di questa commissione».

«In numerose occasioni abbiamo garantito il numero legale alla Commissione spesso decimata dal disinteresse della maggioranza sui temi più importanti per la città. Ora basta però: anziché mettersi a lavorare per la città, la presidente preferisce buttare tutto in caciara con una nomina di un indagato per reati contro la Legge Scelba che nulla ha a che spartire con le arti, la cultura e il progresso intellettuale della città».