Bonus Inps: bufera su tre consiglieri regionali

C’è anche il consigliere regionale veronese Alessandro Montagnoli nella lista dei 2mila politici locali che avrebbero chiesto (e ottenuto) il bonus Inps da 600 euro durante il lockdown. A confermarlo è stato lui stesso sul suo profilo Facebook: «Ho deciso con mia moglie di richiedere il bonus con l’intento fin da subito di devolverli per l’emergenza covid. Ho fatto una leggerezza, ma in buona fede». Tra i consiglieri del Veneto a richiedere il bonus anche Riccardo Barbisan e Gianluca Forcolin.

È una ricerca serrata ai «furbetti», così definiti dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, quella scaturita ieri dalla notizia riguardante i duemila politici locali e alcuni deputati che avrebbero chiesto il bonus Inps da 600 euro durante il lockdown per la pandemia di Coronavirus. Indignazione e rabbia sono subito diventati il leitmotiv di tanti tweet e post sui social network, poi qualcuno ha iniziato a parlare: a far partire le “confessioni” è stata la consigliera comunale di Milano, Anita Pirovano, la quale ha subito messo in chiaro le motivazioni della richiesta del bonus: «Non vivo di sola politica». Una situazione, questa, che accomuna tanti altri politici locali, tra cui consiglieri comunali e amministratori. Ma ad aver fatto domanda all’Inps, sono stati anche anche diversi consiglieri regionali.

Tra i consiglieri del Veneto con il bonus anche Alessandro Montagnoli

E tra le fila delle regioni c’è, in effetti, più di qualcuno che il bonus da 600 euro l’ha chiesto. In particolare nella Regione Veneto sono tre i consiglieri leghisti usciti allo scoperto: Riccardo Barbisan, Gianluca Forcolin (già vice presidente della Regione Veneto) e il veronese Alessandro Montagnoli. I primi due hanno raccontato, rispettivamente, all’emittente televisiva “Antenna 3” e al “Corriere della Sera”, di aver fatto domanda per il bonus a loro insaputa: a presentare la richiesta dei 600 euro, non concessi peraltro, per Forcolin, sarebbe stata, sulla base delle sue dichiarazioni, la sua socia. Barbisan ha invece ottenuto il bonus ma ha prodotto documenti che attestano che ha immediatamente devoluto la somma in beneficenza. Il veronese Montagnoli, già ex sindaco di Oppeano, ha affidato invece ai social la motivazione del suo gesto.

Alessandro Montagnoli
Il consigliere regionale del Veneto, Alessandro Montagnoli

«Ci sono momenti nella vita in cui puoi fare finta di nulla o scegli di dire semplicemente come stanno le cose. Ho deciso di affrontare questa situazione a testa alta. – scrive Montagnoli – Durante l’emergenza coronavirus in forma anonima ho aiutato delle realtà sociali impegnate nella sanità del territorio. Quando è uscito il decreto Cura Italia, che riguardava tutti i lavoratori autonomi, ho deciso con mia moglie di richiedere il bonus con l’intento fin da subito di devolverli per l’emergenza covid e a chi lavora nella protezione civile. Ho sbagliato: con il senno di poi ho fatto una leggerezza, ma in buona fede. Questi soldi ero sicuro sarebbero stati spesi bene, dal territorio per il nostro territorio» ha spiegato il consigliere veronese.

E conclude: «Lasciatemi però dire una cosa. Nessuno mi toglie dalla testa che la vicenda Inps sia stata montata a livello mediatico con un obiettivo: spostare l’attenzione da una gestione fallimentare dell’emergenza a livello governativo. Il mio pensiero va ora anche a tutti quei sindaci e consiglieri comunali sotto attacco per la strumentale fuga di notizia dell’Inps. Certo della mia buona fede, di aver agito con onestà e nel rispetto delle regole vado avanti a testa alta nel mio impegno verso i cittadini. Come sempre».

Ci sono momenti nella vita in cui puoi fare finta di nulla o scegli di dire semplicemente come stanno le cose. Ho deciso…

Posted by Alessandro Montagnoli on Monday, August 10, 2020

Sotto il post, pubblicato sul profilo Facebook del consigliere leghista, sono svariati i commenti degli utenti, che si dividono tra condanne e assoluzioni piene per il veronese. C’è chi chiede «Dimissioni subito. Se volevi fare una donazione potevi farla con il tuo stipendio che sicuramente è molto oneroso e lasciare i soldi a chi ne aveva bisogno», ma anche chi è certo delle buone intenzioni di Montagnoli: «Assolutamente nessun dubbio sulla tua buona fede, ricordo quando è stato aperto l’Iban per aiutare le persone in difficoltà all’interno del comune (di Oppeano, ndr)».

Il commento del vicepresidente della Giunta del Veneto Gianluca Forcolin

Gianluca Forcolin

«La politica deciderà sul mio operato in giunta con Zaia; per quanto riguarda il resto è un’altra strada perché ho sempre separato i due percorsi, politico e professionale, e nello specifico da professionista non ho preso un soldo. Lo studio di fiscalista di cui sono socio di minoranza ha dovuto far fronte ad un crollo del lavoro, ha dovuto mettere in ferie forzate sette dipendenti che poi sono andate in Cig. Proprio in questa fase lo studio, in automatico, ha provveduto a presentare domande di bonus per i clienti ma anche per i propri dipendenti e nel gioco delle pratiche sono finito anch’io. Non lo sapevo. Ne sono venuto a conoscenza da un sms di un socio che mi chiedeva ulteriore documentazione a quanto già in suo possesso: ho lasciato perdere, come mi sembrava giusto, e non ho preso un soldo».

Il commento di Zaia

Ieri il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva promesso il pugno duro con i consiglieri coinvolti: «Nel mio partito il segretario è stato chiaro indicando la sospensione che apre uno scenario peggiore. La sospensione – spiega – è già un atto importante: si chiede di fare un passo a lato. E visto il fronte delle candidature, vuol dire perdere quel treno. Se fosse per me quella persona non la candiderei».

Il commento di Manuel Brusco, consigliere regionale del M5S

Manuel Brusco, foto dal profilo di Twitter.

«”Ho preso i 600 euro per darli in beneficenza”: non hanno nemmeno il coraggio di chiedere scusa e pensano di farla franca dicendo di avere fatto beneficenza non con i loro soldi, ma con soldi che spettavano ad altri. Ma davvero pensano di prenderci in giro così? Siamo alle solite, presi con le mani nel sacco se ne inventano di tutti i colori. Lui che fino a ieri tuonava contro il governo, i presunti ritardi negli aiuti e la presunta scarsezza dei bonus. Ne voleva di piu? Del resto il consigliere Montagnoli era in buona compagnia: oltre a lui il suo collega di Treviso Barbisan e perfino il vice di Zaia, Forcolin. Non ho nemmeno voglia di rivolgermi direttamente a lui. Per cinque anni, insieme ai miei colleghi del Movimento 5 Stelle mi sono stagliato lo stipendio e ho restituito tutte le indennità: a persone  che intendono la politica come un gioco a chi arraffa di più ho difficoltà a rivolgere la parola. Mi rivolgo a Zaia e gli lancio una sfida. Ha detto che chi si era intascato i 600 euro non sarebbe stato ricandidato. Ci dimostri che non era una delle sue  battute da intrattenitore. Annunci che Montangoli e i suoi amichetti sono fuori dalle liste. Non mi stupirei se saltasse fuori qualche equlibrismo da azzeccagarbugli: stiamo ancora aspettando la restituzione delle indennità di trasferta incassate  mentre se ne stavano tutti tranquillamente a casa».

Il commento di Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

Tommaso Ferrari

«La polemica sul bonus mi appassiona poco – commenta Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi – e considero sempre pericolose le fiammate “anticasta” che vedono in chi fa politica, ma magari non ne vive, solo un gruppo di profittatori e corrotti. Trovo però che questa sia l’ennesima lezione per una politica con la bava alla bocca, sempre pronta a mettere in piedi processi mediatici per colpire gli avversari, salvo poi passare irrimediabilmente dal banco dell’accusa a quello degli imputati. Il partito dei puri non esiste, e di sicuro non è quello di chi è più veloce a puntare il dito per trovare il colpevole di turno. Perché i proclami e le dichiarazioni di principio, specie i più radicali, di fronte alle azioni si sciolgono come neve al sole. Dobbiamo tornare a valutare la politica e i suoi rappresentanti per ciò che fanno, per chi candidano, per come si comportano nella vita pubblica. Il resto, ancora una volta, è solo propaganda».

Pietro Giovanni Trincanato

Il commento di Pietro Trincanato, presidente di Traguardi

«La Lega deve molta della sua recente fortuna sul nemico facile, sulla costruzione del caprio espiatorio, sulle macchine del fango – conclude Pietro Trincanato, presidente di Traguardi – ma alla prova dei fatti i suoi esponenti si trovano sempre più spesso a compiere quelle stesse azioni che, a parole, il partito condanna. E così il mito facile del buon governo si scioglie, anche da noi. Siamo sicuri che i veneti se ne ricorderanno il 20 di settembre».

Il commento di Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune

Michele Bertucco

«Quantunque insufficiente, la prima cosa che si sarebbe dovuto sentire dai protagonisti dello scandalo del bonus per i lavoratori autonomi finito, in qualche caso, e pur avendone formalmente diritto, nelle tasche di deputati e consiglieri regionali dalle già ricche indennità, erano delle scuse. Invece queste non sono arrivate, nemmeno dai partiti che li candidano da decenni. Sono arrivate, invece, delle scusanti e delle giustificazioni irricevibili, come quella che vorrebbe che le domande fossero state compilate a loro insaputa, oppure che i soldi del bonus fossero già stati devoluti in beneficenza. Ma la beneficenza si fa con i soldi propri, non con quelli dello Stato, e questi signori, di soldi statali, ne percepiscono già a sufficienza. Una riflessione si impone anche ai partiti e ai leader politici: Zaia e Fontana ora hanno un bel strepitare che non vogliono più Montagnoli in lista, ma se il caso non fosse stato sollevato dalla stampa a un mese e mezzo dalle elezioni, avremmo sentito da loro la stessa determinazione? Avremmo anche solo saputo che qualcosa di tanto inopportuno era accaduto?».

Il commento di Anna Lisa Nalin, candidata alla lista +Veneto in Europa

Anna Lisa Nalin

«Abbiamo appreso oggi che il vicepresidente della giunta regionale Forcolin, Barbisan e Montagnoli tre politici leghisti hanno avuto accesso o chiesto il bonus da 600 euro. Pensiamo che sia uno sbaglio etico. Riteniamo che il Governo ha sbagliato, nella sua foga di elargire bonus, a non mettere un tetto di reddito (bastava dire che “coloro con un reddito superiore a 60k euro che chiederanno e riceveranno il bonus dovranno restituirli alla prossima dichiarazione dei redditi”). Detto questo, il bonus è importante per il sostegno per quelle Partite IVA che nel nostro territorio stanno affrontando una crisi drammatica. Conosciamo la gravità della situazione e pensiamo che la morale e l’etica debbano essere di fondamento per i politici. Sarebbe bene che chi è chiamato in causa smentisca o si scusi, e non si ricandidi. Se invece dovesse ricandidarsi, chiediamo ai veneti di punire nelle urne lui e la Lista che lo candiderà. Per noi viene prima il Veneto, l’etica e i contenuti».

Giorgio Pasetto +Europa
Giorgio Pasetto

Il commento di Giorgio Pasetto, candidato alla lista +Veneto in Europa

«Stamattina è scoppiato il bubbone dei 600 euro ed è ovviamente l’argomento del giorno. Mi è stato chiesto cosa ne penso, penso ai 49 milioni della lega. Fa politica per affari e i voti della lega sono per 80/90% clientelari, che vanno rispettati. Mi auguro che i cittadini in questi giorni che mancano facciano qualche riflessione, sul Veneto, su Verona e una sul referendum. Non è togliendo rappresentanza democratica che miglioriamo la politica».