Bonus 600 Euro, Zaia: «È fondamentale chiarire la vicenda»

Zaia dice la sua sulla vicenda del Bonus di cui hanno usufruito alcuni deputati. «I cittadini dicono "fuori i nomi", e penso che i cittadini debbano essere ascoltati». Propone poi un "MeToo al contrario" in cui la classe dirigente esca allo scoperto e dica pubblicamente di non essere coinvolta nello scandalo.

«I cittadini dicono “fuori i nomi”, e penso che i cittadini debbano essere ascoltati». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia commenta la vicenda del Bonus 600 euro di cui hanno usufruito alcuni deputati.

Fa poi un «appello a tutte le forze politiche: è fondamentale chiarire la vicenda, perché viene meno la credibilità di tutta la classe dirigente. Se iniziamo a trincerarci dietro alla privacy non ne veniamo più fuori. E resta questo sospetto strisciante tra tutta la comunità, e mi metto nei panni dei cittadini che potrebbero avere il sospetto quando si trovano davanti un amministratore se questo è “uno del bonus oppure no”, col pericolo poi che ci sia una caccia all’untore».

«Non vorrei che con la scusa della privacy qualcuno scappi anche dalla “conta”. Non esprimo giudizi perché ognuno avrà la sua giustificazione, le sue motivazioni».

«Ho già chiesto ai consiglieri veneti di darmi un ragguaglio, e spero che in giornata abbia questo censimento, poi a cascata ci saranno gli altri amministratori. Ci mettiamo poco a fare una sorta di “MeToo” al contrario. Nel mio partito il segretario è stato chiaro indicando la sospensione che apre uno scenario peggiore. La sospensione è già un atto importante: si chiede di fare un passo a lato. E visto il fronte delle candidature, vuol dire perdere quel treno. Se fosse per me quella persona non la candiderei».