Bertucco: «Variante 29? I privati dispongono, il Comune obbedisce»

Il consigliere di Verona e Sinistra in comune Michele Bertucco interviene sul piano di proposte di riqualificazioni di aree degradate presentato da Sboarina e Segala e sminuisce i toni trionfalistici.

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

Nemmeno il tempo per il sindaco Federico Sboarina e per l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala di presentare le proposte pervenute a Palazzo Barbieri per la cosiddetta variante 29, che il consigliere di opposizione Michele Bertucco precisa alcuni punti e ridimensiona i toni trionfali della maggioranza. «Sono 92 le proposte di trasformazione urbanistica presentate dai privati in sede di Variante 29 a queste si aggiungono le 53 segnalazioni da parte di cittadini e associazioni su aree degradate. Complessivamente 145 Manifestazioni d’Interesse che ci riserviamo di approfondire nei prossimi giorni non appena i documenti verranno messi a disposizione dei consiglieri comunali» spiega Bertucco.

«C’è un dato evidente, l’amministrazione continua a spacciare per partecipazione le manifestazioni di interesse dei privati che chiedono cambi di destinazione d’uso per la valorizzazione delle aree di loro proprietà. Di questo e non di altro è composta la variante 29. – puntualizza il consigliere di Verona e Sinistra in Comune – Questo metodo però, nonostante la narrazione sboariniana, non ha niente a che vedere con l’urbanistica partecipata, è urbanistica “à la carte” vecchia di 60 anni dove i privati dispongono e il Comune obbedisce. Prova ne sia che nella presentazione di oggi non è stata citata alcuna opera pubblica di rilievo. Dove sta quindi l’interesse della generalità dei cittadini in queste presunte “rigenerazioni”?».

«Stando alle premesse, la Variante 29 continuerà quanto già iniziato dalla Variante 23 e dal Piano degli Interventi di Tosi e Giacino, saturando di commerciale, residenziale e ricettivo la Zai storica e la terza Circoscrizione. Che altro possono chiedere Bmw, Vicentini e Migross? Stendiamo un velo pietoso sugli annunci relativi a Campone e Villa Pullé del cui recupero si parla da anni senza alcun risultato» conclude Bertucco che aggiunge un elenco di osservazioni.

«In altri casi si tratta di proposte già presentate come:

  • l’area del Nassar bloccata in passato, grazie anche alle nostre segnalazioni alla Soprintendenza, ultimo lembo di area agricola all’ingresso dell’Adige in città;
  • l’ex Tiberghien già oggetto di modifiche in sede di approvazione della Variante 23 con la previsione di una grande superficie di vendita di 9.000 mq, ora dovrebbe trattarsi di un intervento di tipo residenziale sull’area dell’ex centrale elettrica;
  • l’ex sede di Banca Cattolica in Corte Farina con una richiesta di trasformazione urbanistica in albergo di lusso, che si aggiungerebbe alle richieste già presentate nel Piano Folin e nel Palazzo Bottagisio in Via Leoni,
  • l’ex Centrale del Latte di Verona, dal 2005 oggetto delle più variegate proposte edilizie (residenziale, commerciale, alberghiero), su una superficie di circa 10.000 mq.

Oppure di novità assolute come:

  • l’area Isap sempre a ridosso del fiume Adige subito dopo Parona dove vi è una richiesta di trasformazione urbanistica da industriale a non meglio precisati nuovi utilizzi;
  • l’ex sede della Croce Rossa a Porta Vescovo di 8.305 mq (vicino alla sede di Equitalia) oggetto di una recente aggiudicazione ad un’asta pubblica ad una società romana.

Anche stavolta il Comune svolge la funzione di agenzia immobiliare per chi ha interessi economici da promuovere sul territorio, senza alcuna valutazione sull’utilità delle funzioni proposte; senza considerare che alla base abbiamo un Pat già sovradimensionato rispetto alla crescita reale della città e senza valutare i bisogni di vivibilità e di riqualificazione dei quartieri».