In Gran Guardia c’è l’Anteprima Amarone

L’amarone “è uno dei migliori biglietti da visita dei vini italiani nel mondo” ha detto l’Assessore regionale Giuseppe Pan durante l’evento che si svolge in Gran Guardia.

“Del resto il Veneto è la regione che vanta nel settore dei vini il maggior numero di etichette a denominazione d’origine (ben 53), di cui 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt. Un successo, quello della viticoltura a denominazione d’origine – ha fatto notare l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, partecipando alla presentazione dell’anteprima 2015 del più famoso tra i rossi della Valpolicella – che affonda le proprie radici nella sapienza e nelle capacità dei viticoltori e degli enotecnici, in particolare quelli veronesi. Ma che ha alle proprie spalle anche l’importante azione di supporto che la regione Veneto, negli anni, ha svolto e continua a svolgere a favore dei viticoltori e della promozione dei vini veneti all’estero.

[pantheon_gallery id=”62128″][/pantheon_gallery]

Lo scorso anno, ha ricordato Pan, la regione Veneto ha finanziato, nell’ambito del programma nazionale di sostegno al comparto vitivinicolo, interventi per quasi 48 milioni di euro. “Con la misura ‘investimenti – ha dettagliato l’assessore – nel corso del 2018 sono state finanziate 330 domande (tutte quelle ammesse) per un importo di 14,2 milioni di euro. Con la misura dedicata alla ristrutturazione e riconversione vigneti sono state ammesse a contributo 1.108 aziende per una superficie di 1.961 ettari, per un aiuto complessivo pari a 17,8 milioni. Per la promozione dei vini veneti nei paesi terzi la Regione ha sostenuto 49 progetti per un totale di 14,6 milioni di euro”. Si tratta di un aiuto consistente e strutturato nel tempo – ha concluso Pan – che la Regione ha messo in campo per difendere la competitività del primo vanto dell’agroalimentare italiano, icona del ‘Made in Italy’ nel mondo, e renderlo ‘resiliente’ alle incertezze dei mercati mondiali, alle prese con le incognite determinate dalle sanzioni, dal ritorno dei protezionismi daziari e dagli effetti insondabili della Brexit”.