Congresso della Famiglia, l’appello della Diocesi di Verona: “No a linguaggio violento”

gran guardia congresso

“Alla Diocesi di Verona sta molto a cuore la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio che considera la sorgente fondamentale e vitale della convivenza civile. Oggi c’è bisogno di più famiglia non di meno. E la politica potrebbe fare di più e meglio. ” È l’incipit della nota diffusa poca fa dalla Diocesi di Verona, dopo una giornata all’insegna delle polemiche sull’ormai imminente Congresso della Famiglia.

Nella mattinata il rettore Nicola Sartor si è smarcato dagli attacchi della destra più conservatrice per il rifiuto della concessione delle sale universitarie ai relatori del congresso. Il consigliere Elisa La Paglia ha depositato una interrogazione per avere chiarezza sui reali costi della manifestazione. Tutto questo mentre emerge sempre più un disegno che mina alle radici i diritti civili di donne e comunità omosessuali.

“Consapevole delle fragilità del nostro tempo, la Chiesa veronese è impegnata nel promuovere iniziative inclusive e di sostegno per tutte le situazioni di difficoltà familiare a livello sociale, lavorativo e affettivo – si legge ancora nel comunicato – e nello stesso tempo si astiene dal prendere parte al conflitto politico su di un tema che, ritiene, non meriti il linguaggio violento e ideologico di questi giorni.”

In conclusione, l’appello della Diocesi scaligera ad “elaborare idee e proposte il più possibile condivise, a sostegno e a difesa delle persone che vivono situazione di fragilità affettiva, senza nulla togliere al valore di ogni dibattito che nasce da sensibilità diverse. ”