Anna Leso: «Il sociale, la mia missione»

Anna Leso si ricandida alle elezioni del 12 giugno con Verona Domani, a sostegno del sindaco uscente Federico Sboarina. L'intervista a Radio Adige Tv per lo speciale amministrative.

Anna Leso
Anna Leso

Nuovo appuntamento dedicato alle elezioni amministrative del 12 giugno 2022 nel Comune di Verona, che vedranno l’eventuale ballottaggio il 26 giugno. Verona Network sta incontrando nei propri studi diversi candidati, consiglieri comunali e assessori uscenti. Oggi è il turno di Anna Leso, consigliera comunale a Verona, da un anno entrata in maggioranza nel gruppo Battiti per Verona Domani.

Non c’è bisogno di troppe presentazioni per Anna Leso, perché ha una storia politica che inizia da metà anni Novanta, precisamente nel ’94. Il primo amore fu Forza Italia, poi prolungato nel corso degli anni. Come nacque passione nei confronti del partito del Cavaliere?

Mi piacque da subito questa proposta nuova, fresca e con i valori che mi hanno sempre accompagnato nella vita, quindi di libertà, di trasparenza, di correttezza e di impegno per la gente. E poi venne la chiamata a mettermi in campo, per cui nel ’94 un amico mi chiese di riempire la lista. Serviva anche il nome di una donna, sapendo che comunque io da sempre mi interessava un po’ di più.

Mi sono sempre impegnata nel sociale e come tutte le mamme, frequentavo la parrocchia doposcuola. Insomma, tutte le attività che fanno le mamme, catechismo, gli scout e quant’altro. Mi avevano chiesto anche di propormi e di candidarmi circoscrizione e così feci.

Nel ’98 arrivò anche la chiamata a Palazzo Barbieri con la sindaca Sironi. Ricorda il primo impatto che ebbe con gli ambienti comunali? Qualche emozione particolare di quel momento?

L’emozione sicuramente di entrare in quella grande sala consiliare e di essere a fianco a fianco con dei grandi politici. E comunque essere a Palazzo Barbieri significava avere anche assumersi una grande responsabilità, che io ho sempre sentito: rappresentare ai cittadini. Quindi non è stata cosa da poco, però mi sono subito sentita a mio agio, anche perché era un bell’ambiente ed è ancora, per fortuna, un bell’ambiente.

Una parentesi di cinque anni durante l’amministrazione Zanotto. Lei passò alla minoranza, per poi tornare invece con un ruolo ancor più di responsabilità con Tosi, prima come consigliera e poi assessore. Però diciamo che questo ruolo di assessore ai Servizi sociali fu un incarico importante, che non si è mai scrollata di dosso: molti veronesi la riconoscono ancora come assessore al sociale, anche se non lo è più, chiaramente.

Tutti mi chiedono: “ma lei è ancora nel sociale? Vero?”, Io dico “certo”. Certo che sì. E quindi sono sempre all’ascolto dei bisogni, delle necessità, dei consigli. E quello che il cittadino ha bisogno.

Furono anni intensi quelli dell’assessorato, anche se fu prima della pandemia. Ma c’era bisogno già allora di avviare delle iniziative verso le persone più deboli.

Sì, è stato fatto un buon lavoro, un ottimo lavoro. Sono stati anni difficili, ma anche buoni e abbiamo cominciato a sentire le nuove povertà che si avvicinavano e che purtroppo ancora adesso stanno crescendo. In quel periodo abbiamo potuto legare e stringere delle collaborazioni molto forti con la Caritas, con le associazioni del territorio. Abbiamo costruito gli empori della solidarietà, strumenti veri, forti, sicuri, che stanno ancora aiutando le famiglie. E poi tanto altro, ma questo mi è rimasto un po’ nel cuore.


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A proposito di famiglie, come mai le riconoscono così tanto affetto, anche quando cammina per strada? Insomma, la fermano ancora, dicevamo. Da dove nasce, secondo lei questa riconoscenza?

Perché credo di essere una donna normale. E quindi sono una moglie, sono una mamma, sono una donna che ha sempre lavorato. Ho sempre lavorato in attività di famiglia. Ho tre figli, sette nipoti.

Quindi è nonna.

Sono nonna felice e conosco i bisogni delle famiglie, quindi li ascolto volentieri. Ognuno nasce con delle caratteristiche, dei doni, dei talenti. Probabilmente io quello dell’ascolto. Riesco ad ascoltare, quindi mi immedesimo molto spesso nel problema che mi viene presentato e cerco di trovare la soluzione migliore.

Sicuramente una persona empatica da questo punto di vista, lo possiamo affermare tranquillamente.

Grazie. Diciamo che non è merito mio. La natura mi ha dato questo. Non fatico a confrontarmi con le persone, quindi le ascolto molto volentieri.

Venendo invece a questi cinque anni che si stanno per concludere, sono stati cinque anni non semplici perché, lo ricordiamo, è entrata a Palazzo Barbieri con una lista, poi è passata al gruppo misto quasi subito. Circa un anno abbondante fa la scelta di entrare in Verona Domani. Cinque anni, quindi, con poca costanza dal punto di vista politico. Ma l’impegno non è mai mancato.

No, anche perché io sono una donna di centro destra, liberale, cattolica. Ho sempre cercato di portare avanti i miei principi. E ho ritrovato in Verona Domani quello che avevo perso politicamente. Mi sono sentita subito accolta in una famiglia, con oltretutto molte persone giovani e volonterose, che si impegnano, preparate. Mi sono trovata proprio bene e quindi mi presenterò ancora per cercare di fare il mio pezzettino, la mia parte.

Non a caso il sindaco Sboarina le ha affidato, in questo ultimo anno e mezzo, appunto, la delega alla famiglia.

Forse l’esperienza vuole che si possa approcciarsi ai problemi nel modo più semplice e si possano anche trovare soluzioni, diciamo, abbastanza velocemente. In questo caso l’esperienza serve a fare qualcosa di più.

Nel mezzo ci sono state anche le candidature per le Europee e per le regionali. Anche quella, insomma, è un’esperienza da provare nella vita per un politico.

Se è vero, ho sempre fatto il mio. Ho sempre dato il mio contributo alla politica e in prima persona, mostrando la mia faccia sempre a testa alta. Con i miei limiti, i miei difetti, per carità, ma anche con la voglia di essere a servizio dei cittadini.

Il 12 giugno ci sarà anche Anna Leso, tra i candidati in corsa per il nuovo quinquennio. Cosa vorrebbe fosse realizzato nel prossimo quinquennio? Che piega dovrebbe prendere la nostra città, per renderla soddisfatta anche dal punto di vista personale?

Dare la giusta attenzione ai problemi veri delle persone. In questo momento le famiglie sono quelle che hanno risentito di più, a cominciare dalle giovani coppie, dai ragazzini, i bambini. Io ho visto la sofferenza nei miei nipoti di dover andare a scuola con la mascherina, di non poter abbracciare i compagni e di mantenere le distanze, le difficoltà di mio nipote adolescente che fatica a trovare ancora l’equilibrio. Naturalmente in tempi così è ancora più complicato.

Per cui un’attenzione particolare alle famiglie, ma alla famiglia tutta, perché anche l’anziano, ricordiamoci, ha bisogno di essere ascoltato, accudito. Io credo però che per un politico sia importante far capire la vicinanza alle persone. Il cittadino deve sapere che l’amministrazione non è qualcosa di astratto, è l’organismo che comunque ci ascolta, ci tutela.

Anna Leso, consigliera comunale Verona Domani
Anna Leso, consigliera comunale Verona Domani

Fino a questo momento qual è stata una delle più grandi soddisfazioni che ha avuto, dal punto di vista politico?

È una cosa che dico sempre e ringrazio il buon Dio. Non so come mai, ma io vengo sempre rieletta, e questo mi fa capire che ci sono persone che hanno ancora fiducia in me e contano su di me. E io devo portare avanti questo impegno perché, se qualcosa mi è stato dato, qualcosa io devo ritornare.

Poi sa conciliare il ruolo di mamma e di consigliere comunale. Insomma, sembra scontato. Ma non è così.

Ad oggi le donne hanno anche questa capacità organizzativa. Alle 7:30 del mattino suona il primo campanello. Arrivano due nipoti verso la scuola e poi per le altre due alla scuola materna. E poi comincia la mia attività.

Una nonna giovanissima, molto dinamica.

Sto bene, grazie a Dio, sto bene. Quindi ho anche la forza per poter fare questo e conciliare l’impegno da consigliere.

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