Nubifragio di ieri, Zaia dichiara lo stato di crisi

In seguito alle grandinate, vento e allagamenti in Veneto del pomeriggio di ieri, il governatore della Regione Luca Zaia ha avviato lo stato di crisi e lo stato di calamità per le attività agricole.

Luca Zaia
Luca Zaia. Foto d'archivio

Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con proprio decreto, ha dichiarato lo stato di crisi a seguito delle violente grandinate, degli allagamenti e delle forti raffiche di vento che ieri hanno interessato molte zone del Veneto. In particolare il Veronese, il Vicentino e aree del Padovano del Trevigiano e del Bellunese.

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Il decreto rimarrà “aperto” in attesa che i Comuni interessati effettuino le opportune ricognizioni e il censimento dei danni provocati dal maltempo a opere pubbliche e ai privati.

Contestualmente, il Presidente Zaia ha avviato le procedure per lo stato di calamità naturale, per il ristoro ai danni che hanno interessato le attività agricole.

Infatti, l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, si è subito attivato con Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti) per la verifica della situazione alle colture.

Già in queste ore i tecnici incaricati sono al lavoro per mappare le aree che le associazioni di categoria stanno provvedendo a segnalare e sono molti gli avvisi dei danni alle zone fruttifere, che erano già state danneggiate dal gelo di aprile. In serata è previsto il completamento dell’attività e già da lunedì inizieranno le uscite sul campo.

I danni sono stati diversi anche in città, per le strade e i sottopassaggi. Infatti, a Verona e provincia ci è voluta tutta la serata per rimuovere alberi e rami per sgomberare le strade. Addirittura in Valpantena, a Poiano, la forza del vento ha divelto e sollevato il tetto dell’Officina Ceschi.

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