Con gli eventi atmosferici eccezionali che negli ultimi anni hanno afflitto Verona, spesso e volentieri mandandola sott’acqua, la domanda che si pongono i cittadini è sempre la stessa: perchè basta una bomba d’acqua per sommergere alcune zone della città? Nonostante gli interventi manutentivi di Acque Veronesi, infatti, come abbiamo visto qualche mese fa, determinate aree restano soggette ad allagamenti. Per capire qual è la conformazione idrogeologica di Verona e quali sono le cause delle risacche formate dalla pioggia, ne abbiamo parlato con Silvino Salgaro, già professore ordinario di Geografia dell’Università di Verona.

«Bisognerebbe considerare sia l’aspetto generale, quindi il corso dell’Adige, e il luogo attorno alla città stessa. Se andiamo a ripercorrere la storia vediamo che la città è sempre stata soggetta a inondazioni, fino a che, con l’alluvione del 1882, si sono creati quegli sfoghi e si è completata la regimazione di tutto il bacino dell’Adige. – ha spiegato Salgaro – A tutto questo va aggiunto anche la situazione locale, nei vari punti in cui sorge la città: in un paleoalveo dell’Adige e quindi si trova in una posizione favorevole alle inondazioni o agli allagamenti, soprattutto in alcuni punti dove il contenimento del fiume attraverso i muraglioni ha creato le condizioni per cui in zone più basse interne alla città si creano delle sacche che se non svuotate dai sifoni o dai tombini o dalle fognature, fanno andare l’area sott’acqua».

Leggi anche: Allagamenti, Peroni: «Nei prossimi mesi interventi per cinque milioni»

Sulle bombe d’acqua sempre più frequenti: «I cambiamenti climatici ci sono, questi eventi eccezionali ci sono stati però anche nel passato. Purtroppo quando si prendono in considerazioni gli interventi si vanno a vedere gli eventi meteorologici nella media e tutto ciò che viene programmato si basa sulle medie e mai sugli eventi eccezionali. La memoria geologica è una, ma la memoria umana è molto più breve e si corre il rischio di dimenticare il passato. Quindi quando arrivano questi eventi eccezionali il rischio che si creino delle situazioni gravi di disagio sono frequenti e questo porta a un disastro ambientale non solo nella nostra città ma anche nel Paese intero».

Ma quali interventi sono necessari per ridurre il rischio di alluvioni? «Gli interventi migliorativi sono sempre utili e sono a difesa del rischio. È evidente però che il discorso, se si fa solo sulle fognature, rischia di essere limitativo. Una volta, quando le strade non erano asfaltate l’acqua poteva penetrare nel suolo e quindi scaricava a valle senza problemi. – ha continuato Salgaro – L’asfaltature delle strade, soprattutto di quelle in pendenza come sulle Torricelle, scarica a valle grandissime quantità d’acqua, che non potendo penetrare nel suolo arrivano verso l’Adige e dove ci sono le insaccature le zone più basse della città fanno ristagno perchè le condotte non riescono a scaricare. In questo senso si potrebbe vedere di scaricare direttamente nell’Adige, quando abbiamo questi eventi meteorologici eccezionali. È un tema ampio che andrebbe valutato sull’intero territorio sia comunale che sovracomunale: recentemente si è potuta aprire la galleria di scarico nel Garda che ha salvato, probabilmente, la città dall’alluvione. Servirebbe che tutti coloro che sono interessati al territorio facessero un tavolo di confronto per discutere di come mettere in sicurezza il territorio».