Nel corso degli ultimi mesi Verona si è spesso trovata protagonista anche della cronaca nazionale dopo gli ultimi eventi atmosferici eccezionali avvenuti soprattutto questa estate. Le immagini di via XX settembre, di interrato dell’acqua morta e anche di lungadige San Giorgio quasi completamente sott’acqua, hanno fatto più volte il giro del web negli scorsi mesi. Una situazione spiacevole a cui si è cercato di rimediare con gli interventi di manutenzione richiesti dal Comune ad Acque Veronesi, che proprio durante l’estate è intervenuta nella zona di Veronetta, piazza Isolo e Portoni Borsari. Ne abbiamo parlato con Silvio Peroni, direttore generale di Acque Veronesi, intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Adige.

«Noi come Acque Veronesi ci finanziamo con i soldi che ci arrivano dalle bollette. Siamo responsabili delle opere di manutenzione, ma visti gli ultimi fenomeni i precipitazioni intense di breve durata è evidente che le manutenzioni non sono più sufficienti ma sono necessari degli interventi strutturali, quindi opere che vanno a modificare l’impianto attuale. – ha spiegato Peroni – Da questo punto di vista abbiamo aperto un tavolo tecnico con il comune di Verona e il Consiglio di Bacino Veronese, che è l’ente organizzatore. Parteciperanno, strada facendo, anche gli enti interessati dal consorzio di bonifica, gli esperti e i progettisti per portare avanti gli interventi che dovranno mitigare questo fenomeno nei prossimi anni. Noi stiamo cercando di intervenire per contrastare anche nel breve questa problematica e, a questo proposito, siamo intervenuti a Veronetta in due bacini, a Santo Stefano e in piazza Isolo. Abbiamo lavorato anche in portoni Borsari e tutto ciò che abbiamo fatto è utile ed efficace, ma non è sufficiente. Attorno a questo tavolo tecnico è in previsione di studiare il proseguimento di questi lavori per contrastare i fenomeni drammatici delle bombe d’acqua».

Sulle soluzioni future per evitare allagamenti: «Ci siamo concentrati in questa prima fase sulla parte bassa, nello specifico a Veronetta. Una volta adeguata la capienza di raccolta della parte bassa è chiaro che si va a risalire verso la parte alta. In questo senso le soluzioni non saranno solo soluzioni che vanno a insistere sulle condotte e sulle tubazioni, ma anche vasche di laminazione e pozzi disperdenti che fanno sì che l’acqua venga fermata prima di arrivare nelle zone basse.

In arrivo dalla Regione ci sarebbero anche fondi per cinque milioni, che serviranno a mettere in sicurezza alcune zone della città: «Siamo riusciti a intercettare finanziamenti alternativi, 5 milioni di euro, dalla Regione e con questi soldi andremo a realizzare nei prossimi mesi alcuni interventi su zone definite critiche: l’area dello Stadio, Avesa, Montorio e via Colombo, Verona Sud e Porta Borsari».