Vaccini, Sileri: «Ritardo di 6-8 settimane»

Sono 11.629 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore. In aumento il tasso di positività, 5,3% contro il 4,6% di ieri, e il numero di terapie intensive. Il viceministro Sileri: «Slittati di circa quattro settimane i vaccini per gli over 80 e di circa 6-8 settimane per gli altri».

Monitoraggio Covid
Monitoraggio Covid

Sono 11.629 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale, dall’inizio dell’emergenza, di 2.466.813. L’incremento delle vittime, invece, è di 299, che porta il numero complessivo ad 85.461. Sono 216.211 i test molecolari e antigenici effettuati in 24 ore. Sabato, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 286.331. Il tasso di positività cresce al 5,3% (sabato era al 4,6%). Torna a salire anche il numero dei posti occupati in terapia intensiva per il Covid: 2.400 i pazienti ricoverati in rianimazione, come riporta l’Ansa.

Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca «faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione. Da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari». Queste le parole del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri al programma di Rai Uno “Domenica In”. 

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«Tra due settimane, se tutto va bene – ha aggiunto Sileri – avremo un mercato con i tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80. Questo tipo di rallentamento coinvolge tutta l’Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti. Per ovviare ai problemi sulla linea produttiva servirebbe un accordo quadro a livello europeo che consentisse di operare per conto terzi, realizzando una sinergia tra le compagnie oggi operative e altre realtà attualmente non impegnate nella produzione dei vaccini. Questo potrebbe aumentare in maniera incisiva la velocità di produzione».