Qualità dell’aria: i sindaci della pianura Padana scrivono a Governo e Ue

In attesa della nuova direttiva sulla qualità dell’aria, attesa per mercoledì dall’Unione Europea, i sindaci della Pianura Padana, fra cui Verona, inviano delle richieste a Roma e Bruxelles.

qualità dell'aria
Centralina per il rilevamento della qualità dell’aria

Il 24 aprile l’Unione Europea ratificherà la nuova direttiva per migliorare la qualità dell’aria. In arrivo quindi nuove restrizioni per ridurre l’inquinamento atmosferico, che continua ad essere la prima causa ambientale di morte prematura nell’UE.

Ma prima del 24 sia l’UE che il governo italiano riceveranno il patto sottoscritto dai sindaci delle città della Pianura Padana, tra cui quello di Verona Damiano Tommasi: una sorta di appello per chiedere con un’unica voce all’Italia e all’Europa di essere al loro fianco nell’impegno per migliorarne la qualità dell’aria. Respirare aria pulita è un diritto fondamentale di tutti, ed è un tema estremamente urgente da affrontare a livello sovra-territoriale.

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«Respirare un’aria pulita è un diritto fondamentale di tutte e tutti noi – si legge nella nota condivisa – come Sindaci e Sindache, amministratori e amministratrici locali, siamo chiamati a fare la nostra parte a partire dai nostri territori, impegnandoci nel promuovere misure sempre più attente all’ambiente. Siamo consapevoli, però, che quando parliamo di aria non possiamo limitarci ad indossare le lenti del perimetro comunale, come se un confine tracciato dall’uomo potesse fermare l’aria, ma dobbiamo necessariamente considerare l’intera Pianura Padana».

«L’impegno profuso finora e gli interventi messi a terra da soli non bastano. Il Comune di Verona in questi anni ha avviato una campagna di riforestazione urbana, pianificato la creazione di 25 km di nuove piste ciclabili, avviato il primo piano di transizione energetica, dato impulso all’utilizzo del trasporto pubblico locale con la realizzazione della filovia e con una serie di iniziative volte a limitare l’inquinamento atmosferico. Ma non è sufficiente» dicono da Palazzo Barbieri.

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Per questo i sindaci chiedono al Governo italiano di rendere disponibili con urgenza investimenti dedicati a ridurre l’impatto negativo sull’ambiente dei trasporti di persone e merci e delle attività agricole ed industriali. Servono investimenti concreti sul finanziamento e la sostenibilità del trasporto pubblico locale, soprattutto nella transizione a mezzi elettrici. Servono anche fondi straordinari per i piani di sostituzione delle caldaie obsolete e, più in generale, per l’efficientamento energetico degli edifici e la riforestazione urbana, in tempi rapidi e con un sistema di erogazione agile ed efficiente.

Anche all’Unione Europea viene chiesto di fare la sua parte, con un piano straordinario a tutti i livelli. La questione della qualità dell’aria non può essere affrontata solo in modo occasionale e alla scala comunale: è una sfida continua e costante che coinvolge tutti gli attori del territorio. Si chiede un forte coordinamento delle azioni, anche tramite una struttura speciale commissariale, che, in accordo con gli Enti locali, aiuti a individuare azioni ed obiettivi possibili e a raggiungerli anche tramite l’erogazione di fondi e risorse, da affiancare a quelle del Governo, per far fronte ai tanti interventi.

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